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	<title>Laboratorio di Studi Politici e Sociali</title>
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		<name>Davide D&amp;#039;Alessandro</name>
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	<copyright>Copyright 2010, Davide D&amp;#039;Alessandro</copyright>
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		<title>FRA GENERALI</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di Davide D&#039;Alessandro<br /><br /><img src="images/berlusfini2_big.jpg" width="401" height="175" border="0" alt="" /><br /><br />Il tempo invecchia in fretta, ricorda Antonio Tabucchi e agli uomini, col tempo, può anche capitare di riconciliarsi. Se poi furono generali e dopo non più, se uno sconfisse e sottomise l’altro, tre giorni insieme, a Mosca, a Roma o a Budapest, hanno il profumo essenziale della vita. Che può non essere guerra, soprattutto se il potere, con il suo marchio di morte, è ormai lontano. Ha scritto Massimo Onori: «”Fra generali” – culminante nell’incontro, di tanti anni dopo, tra un generale ungherese (di cui si ripercorre tutta la vita) e quello sovietico che l’ha sconfitto nel 1956 –, impeccabile da ogni punto di vista, mi pare uno dei racconti più belli e commoventi che ho letto in questi anni». È vero, il miglior Tabucchi dopo “Sostiene Pereira”, ma sarebbe bello se “Fra generali” non fosse solo un racconto, persino di una storia vera, bensì attimo che schiude l’animo a qualcosa di nuovo qui e ora. Non dopo, quando tutto è finito, quando il potere non c’è più, quando ci si incontra ai giardinetti con i nipotini mano nella mano, ma quando il potere è in corso, con la sua presa nefasta, con il suo carico di dissoluzione e di morte. Certo, fosse così, non lo chiameremmo più potere. Allora, tocca al tempo, grande scultore, rimediare alle offese, ai drammi e alle miserie umane. Tocca al tempo riavvicinare i cuori, rinsaldare il patto umano di chi è in cammino su un sentiero impervio e non sa. Che il tempo, come l’uomo, invecchia in fretta. Neanche Berlusconi e Fini sanno, mentre agitano i coltelli, che tra poco sarà finita. Per entrambi. L’esercizio del potere impone la dichiarazione di forza, di supremazia, la capacità di uccidere chi ti vuole uccidere. Di sopravvivergli. Sempre di morte si tratta. Del potere della morte. A quando la morte del potere?<br />]]></content>
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		<title>LA FEBBRE E IL MALE</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di DAVIDE D&#039;ALESSANDRO<br /><br />Maurizio Viroli, ordinario di Teoria politica all’Università di Princeton, con “La libertà dei servi” ha scritto un libro già scritto. Nel senso che tanti altri, negli ultimi sedici anni, hanno contribuito in vario modo a denunciare il potere abnorme di Silvio Berlusconi, la presunta trasformazione di una repubblica in una grande corte, il servilismo, l’adulazione, l’identificazione con il signore. Niente di nuovo sotto il sole, se non l’ennesima pennellata verso una sola parte del quadro, tralasciando l’altra, che pure è stata chiamata dagli italiani a governare dal 1996 al 2001 e dal 2006 al 2011. Nel primo caso ha messo in campo quattro governi, nel secondo è giunto al 2008 ed è caduto, in entrambi dando pessima prova di sé. Voglio dire che nelle analisi politiche, anche le più ambiziose, mi sembra che manchi lo sguardo sereno, distaccato, obiettivo. Lo sguardo di chi sia in grado di analizzare il fenomeno del potere, al di là di chi lo detiene, e la caduta sostanziale del valore della politica. Il potere e la politica. Il potere, con la sua presenza asfissiante, talvolta macabra, persino poco dignitosa; la politica, con il suo vuoto, con la sua assenza. Di uomini e donne che siano ispirati dal servizio pubblico, come lo intendeva Seneca qualche annetto fa. Occorre davvero liberarsi dai propri convincimenti, smettere le casacche, di qualunque colore esse siano, e osservare il quadro senza alcuna partigianeria. I partigiani ebbero un ruolo molto importante quando si trattò di cacciare il nemico. Commisero anche tanti errori, che la storia sta pian piano riconsiderando. Ma oggi, francamente, non c’è bisogno di partigiani. Ci vuole lucidità. La saggezza della lucidità. Caso vuole che “Saggio sulla lucidità” sia uno dei libri più belli di Saramago, un altro che in fatto di partigianeria non scherzava affatto, ma che ha voluto affrontare il tema e la necessità di una nuova gestione della cosa pubblica. A prescindere da Berlusconi e da Prodi che, in questi anni sciagurati, hanno rappresentato la febbre italiana, non certo il Male. Se servi siamo, lo siamo di una macchina statale infernale, di una classe politica indecorosa, che tende soltanto a perpetuare se stessa, di un processo rigenerativo sempre promesso e mai mantenuto. Ma possiamo tornare liberi, autenticamente liberi. La libertà dei liberi, non dei servi. Dipende da ognuno di noi. Né da Fede né da Santoro. Né da Feltri né da Travaglio. Da noi. Soltanto da noi.<br />]]></content>
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		<title>L’ERBA DEL VICINO NON È SEMPRE PIÙ… VERDINI!</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di DAVIDE D&#039;ALESSANDRO<br /><br /><img src="images/verdini.jpg" width="500" height="375" border="0" alt="" /><br /><br />“Non va!” esclama il telecronista Sandro Piccinini quando la palla non centra l’obiettivo, quando l’attaccante sfiora il gol, quando sembrava fatta invece no. “Non va!” neanche il Pdl, dopo il Pd, sovrastato dalle inchieste e da una lotta interna senza esclusione di colpi. Sullo sfondo l’Italia e gli italiani restano prigionieri di un vuoto, di un’assenza, di un niente. Prigionieri di promesse mai mantenute, di partiti mai nati, di rivoluzioni disattese, di Istituzioni logore, antiquate, destinate al collasso. Se Dell’Utri non risponde ai Pm, se Verdini si sente al centro di un accanimento mediatico, se i finiani litigano con i berlusconiani, poco conta. Sono cose viste e udite tante volte. Conta il disagio, di più lo smarrimento del cittadino che ha perso la speranza, del cittadino che non trova la risposta, né di qua né di là, alle domande urgenti che la vita quotidianamente gli sottopone. Domande di lavoro, di come farcela a sbarcare il lunario, domande di incertezze perenni, sul presente e sul futuro, domande di politica, di servizio pubblico, di guida, di gestione del territorio. Domande di salute, di sicurezza, di paure. Se il Presidente Napolitano è indignato per “la corruzione e per le squallide consorterie politiche”, il cittadino è portato alla disaffezione, a restituire i certificati elettorali, a non credere più. E se il cittadino non crede più, sparisce la politica e, con la politica, la comunità e, con la comunità, il Paese, anche la sola idea di Paese. Se Saviano tira da una parte e la Lega dall’altra, scompare la misura, la possibilità di con-dividere un pezzetto di terra, questo punto insignificante, eppure così tanto rumoroso e diviso, che rappresentiamo nel globo terrestre. È un tempo complicato, mediocre, mosso da interesse individualistico. Così proprio “non va!”.<br />]]></content>
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		<issued>2010-07-27T00:00:00Z</issued>
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		<title>LA SCOPERTA DI LAPENNA</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di Davide D’Alessandro<br /><br />Luciano Lapenna, dopo quattro anni e quattro Giunte, ha fatto una scoperta. Ha capito che la gente vuole stare insieme e trovare occasioni di svago, soprattutto d’estate. Ha capito che se ricopi alla meno peggio una “Notte bianca”, come si fa in ogni anfratto d’Italia, puoi mettere insieme diverse migliaia di persone e creare un movimento che scuota una città addormentata, al suo minimo storico di presenze turistiche. Vasto, a pochi giorni dalla fine di luglio, è clamorosamente vuota. La “Notte bianca” è un episodio che serve a indicare una rotta, a programmare una stagione turistica, la prossima, di rilancio, a capire che le risorse finanziare orientate al turismo devono rappresentare la prima voce del bilancio, staccando di gran lunga tutte le altre. Vasto, da giugno a settembre, deve vivere giorni bianchi e notti bianche, dev’essere luogo di attrazione, deve accogliere e non respingere, deve diventare terra in grado di sconvolgere chi arriva, di farla restare, perché sono tante le possibilità creative della nostra terra, in attesa di strutture che vanno pensate e realizzate in fretta. Prima della grande crisi economica, quando Berta filava, i turisti riempivano Vasto come riempivano tutte le località; ora, in piena crisi, l’utente è estremamente selettivo ed esigente; se hai poco da offrire, si reca altrove e più non torna. Ben venga la “Notte bianca” ma, da sola, non ha la forza per salvarti dalla decadenza. Occorre un piano strategico di rilancio, occorre destinare i soldini dove servono e non sperperarli per mille, inutili, rivoli. Occorre, sia detto con chiarezza, un’altra Amministrazione che impieghi ore e non anni a capire la vocazione e il destino della nostra amata città. <br />]]></content>
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		<issued>2010-07-27T00:00:00Z</issued>
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		<title>IL SOLISTA  -  LA SCOMPARSA DEL PROF. LUIGI DE MARCHI</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di DAVIDE D&#039;ALESSANDRO<br /><br /><img src="images/demarchifoto.jpg" width="512" height="349" border="0" alt="" /><br /><br />Non vorrei farla troppo lunga (so che lui non gradirebbe), ma quando ho saputo della morte di Luigi De Marchi (nella foto alla sn. di Musatti) ho pensato alla libertà. Perché Luigi prima ancora di essere psicologo, politologo e saggista di valore, è stato un uomo libero, autenticamente libero. Fin dal primo incontro, nella sua casa romana di via Moroni, alle tante telefonate, mi ha sempre parlato della libertà. Di noi, diceva, che siamo liberi e la paghiamo quotidianamente la nostra libertà, e di loro, che non lo sono, che non vogliono esserlo, eppure ce la invidiano, ce la rimproverano. Era un solista, Luigi, come recita il titolo di uno dei suoi libri. Voleva scrivermi due righe di dedica, ogni volta, forse per lasciare un segno, quando non un richiamo o una speranza. Aveva capito, prima di tanti altri, che il cancro  annidato dentro il paese nomato Italia, è la distanza siderale tra produttori e burocrati, tra chi produce, anche pensiero, e chi fa finta, con uno Stato perennemente schierato con i secondi. Di Rivoluzione Liberale parlava Luigi De Marchi quando Berlusconi portava ancora i calzoni corti, quella Rivoluzione tante volte promessa, dal lontano 1993, e mai mantenuta. Gli uomini come De Marchi se ne vanno, ma i problemi restano. Restano perché quegli uomini li hanno pensati, sollevati, dedicandoci la vita. Toccava e tocca ad altri risolverli. Ma le buone battaglie, se sono state combattute con passione, non sono mai state perdute. Non ha perso De Marchi. È questo Paese che continua a perdere e non lo sa. O fa finta di non saperlo. Un paese di coristi e di direttori d’orchestra. Da ieri con un solista in meno. Uno degli ultimi rimasti.<br /><br />]]></content>
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		<issued>2010-07-25T00:00:00Z</issued>
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		<title>GASPARI: &amp;quot;TAGLI OSPEDALI, TROPPI LADRI&amp;quot;</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Tratto da vastoweb.com<br />di Michele D&#039;Annunzio<br /><br /><img src="images/gaspari_e_dalessandro_int.JPG" width="400" height="300" border="0" alt="" /><br /><br />VASTO - Non è stato solo un amarcord. All&#039;appuntamento con Vasto è cultura, la manifestazione organizzata da Davide D&#039;Alessandro, Remo Gaspari ha parlato della situazione attuale e del futuro della città e dell&#039;Abruzzo. Tema caldo: la sanità, col taglio di 70 posti letto all&#039;ospedale di Vasto. &quot;Il vero guaio della sanità sono state le ruberie&quot;, ha detto tra le altre cose l&#039;ex ministro, intervistato da D&#039;Alessandro nella serata alla Ciucculella di Vasto Marina, dove si sono visti Nicola Del Prete e molti attivisti di Alleanza per Vasto e Alleanza per l&#039;Italia, ma anche esponenti del centrodestra, come Antonio Prospero e Nicola Soria, e il consigliere regionale dell&#039;Udc, Antonio Menna. &quot;Oggi - ha polemizzato Gaspari - i soldi vengono investiti per ottenere voti. E non per il benessere della collettività&quot;. E su Vasto: &quot;Questa è la spiaggia più bella dell&#039;Adriatico, ma manca un progetto di futuro come quello di Rimini. Quando ero ministro, vidi in Catalogna un parco tematico: era un parco acquatico. Dissi ai dirigenti della Dc: Facciamolo anche a Vasto. E feci arrivare i 17 miliardi di lire necessari&quot;.]]></content>
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		<issued>2010-07-23T00:00:00Z</issued>
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		<title>CRISI DELLA POLITICA E DECLINO DELL&amp;#039;ABRUZZO: L&amp;#039;ANALISI DELL&amp;#039;EX MINISTRO REMO GASPARI SU UNO SCENARIO SEMPRE PIù PREOCCUPANTE </title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Tratto da histonium.net<br /><br />Fresco di cittadinanza onoraria, quella conferitagli lo scorso 3 luglio in Consiglio comunale, Remo Gaspari è tornato a Vasto, ospite dell&#039;iniziativa &quot;Vasto è Cultura&quot;, organizzata a &#039;La Ciucculella&#039; dal laboraorio politico-culturale &#039;Polis&#039; diretto da Davide D&#039;Alessandro.<br /><br />Sollecitato dallo stesso D&#039;Alessandro, l&#039;ex ministro ha detto la sua sul tema della serata, &#039;La crisi della politica&#039;, esprimendosi, in particolare, sul declino dell&#039;Abruzzo registrato in questi ultimi anni. La lucidità e la grande memoria sempre colpiscono. Gaspari parla con fervore, ma anche con ironia e il suo, spesso, è un riso amaro considerando un Abruzzo che non produce più ricchezza da almeno dieci anni e che è agli ultimi posti per produttività. Una marcia indietro ed una crisi che non hanno precedenti anche per effetto di magagne, sperperi ed errori ed ingordigia di una classe politica incapace. Tra i temi trattati quello della sanità, dello spopolamento dell&#039;entroterra e del turismo, risorsa sulla quale puntare con convinzione, anche a Vasto, per cercare di ridare leva allo sviluppo. E a proposito di turismo ha ricordato l&#039;impegno per la realizzazione del parco Aqualand e della poca competitività di Vasto (&quot;spiaggia più bella d&#039;Abruzzo&quot;) a livello di servizi in riferimento, ad esempio, alle località più note e frequentate della riviera romagnola.<br /><br />Tra i presenti, ad ascoltarlo, l&#039;ex sindaco e consigliere regionale Antonio Prospero, il consigliere regionale Antonio Menna e l&#039;ex vice sindaco ed assessore Nicola Del Prete.<br />]]></content>
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		<modified>2010-07-23T00:00:00Z</modified>
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		<title>L&amp;#039;ITALIA FINISCE, ECCO QUEL CHE RESTA</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di Davide D’Alessandro<br /><br />In un anno il 6,3% in meno di lavoratori giovani. Diminuisce del 2,5% anche l’occupazione di immigrati. In difficoltà i nuclei con il capofamiglia impiegato in fabbrica. Il loro tasso di povertà è aumentato dell’1%. Le cause: i licenziamenti delle piccole imprese al Sud e al Centro, la riduzione del reddito dovuta alla Cig al Nord. Oltre 1 milione 700mila i bambini nella morsa dell’indigenza. Fanno parte di famiglie numerose, che hanno le maggiori difficoltà ad uscire dalla soglia di povertà. I piccoli costretti sotto un tetto indecente. I genitori accumulano debiti e non riescono a garantire i beni essenziali. I non autosufficienti in Italia sono 2,6 milioni. Una famiglia su dieci ha in casa un anziano o un disabile, un numero che crescerà esponenzialmente in futuro.  Sono alcuni dei dati forniti dalla Commissione d’indagine sull’esclusione sociale e commentati ieri dal quotidiano “Avvenire”. Dati da brivido, soprattutto se consideriamo l’assenza di una guida, l’assenza di una politica impegnata in altre questioni. La grave crisi economica, che ha colpito l’intero continente europeo, anche da noi aggredisce le famiglie numerose, gli operai e i giovani. Ma mentre queste categorie soffrono e altre stanno per essere attratte nella spirale della miseria, noi discettiamo su Pd e Pdl, sulle intercettazioni, sulle lotte intestine tra galletti, sulla laurea della figlia di Berlusconi. “L’Italia finisce, ecco quel che resta” non è soltanto il titolo di un libro di Giuseppe Prezzolini. È una realtà amara che dovrebbe sconvolgere il nostro modo di pensare e di agire, il nostro modo di essere. Il nostro modo di fare politica. Tocca alla politica dare le risposte. Se riuscisse a porsi almeno le domande.<br />]]></content>
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		<title>PSI: CANDIDATO SINDACO, NO LAPENNA O SEGRETARI DI PARTITO</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[tratto da vastoweb.com<br /><br />VASTO - No alla ricandidatura di Luciano Lapenna a sindaco di Vasto. No alla candidatura di segretari di partito. E prima delle elezioni si dichiarino i nomi degli assessori che comporranno la Giunta in caso di vittoria. Sono le condizioni che il Psi pone per partecipare a una futura coalizione di centrosinistra che si presenterà alle elezioni 2011. E propone le primarie delle idee, cioè &quot;primarie che, sulla base di una proposta che formalizzeremo, riescano a individuare le 5 macroaree di proposte che devono rappresentare la base di un&#039;alleanza programmatica e il vincolo per il candidato sindaco che verrà prescelto&quot;. Questa la posizione che la Rosa esprime in una nota ufficiale della sezione di Vasto. &quot;Apprezziamo - affermano i socialisti - la vivacità della discussione che su alcuni siti e blog vastesi si è generata in rapporto alle possibili e future alleanze non solo in conseguenza della indicazione dell’Idv, ma anche in rapporto alla formalizzazione  della nascita dell’ApI a  Vasto, delle iniziative di VastoViva e di Alleanza per Vasto di Davide D’Alessandro. Osserviamo i contorcimenti dentro il Pd e le prese di posizione, le opinioni di singoli esponenti del Pd stesso. Noi siamo interessati, in primis, ad una discussione sulle idee e proposte per il 2011&quot; E sul candidato sindaco &quot;esprimiamo sin da ora 3 vincoli: il primo riguarda la nostra contrarietà a candidare segretari o coordinatori di partito; il secondo è la nostra contrarietà ad una ricandidatura dell’attuale sindaco; la terza è che si dichiari la composizione, con nomi e cognomi, della Giunta che si vuole propore per il governo cittadino&quot;.]]></content>
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		<title>LE DISCESE ARDITE E LE RISALITE</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di DAVIDE D&#039;ALESSANDRO<br /><br /><img src="images/declino.jpg" width="372" height="418" border="0" alt="" /><br /><br />La disoccupazione dei figli è tripla rispetto a quella dei padri. Non lo dice “Alleanza per Vasto”, ma il Cnel con il suo “Rapporto sul mercato del lavoro 2009-2010”. Il pil del Mezzogiorno scende più di quello nazionale e la disparità con il Nord rischia di diventare socialmente incolmabile. Non lo dice “Alleanza per Vasto”, ma lo Svimez. Continuano, per dirla con Battisti, le discese ardite della nostra povera Italia, mentre le risalite saranno durissime se e quando arriveranno. Di fronte a dati impietosi che evidenziano il declino inarrestabile del Paese, la classe politica discute da mesi sulle intercettazioni, sui rapporti di potere tra Fini e Berlusconi, Lo psichiatra Vittorino Andreoli, quello con i capelli tutti per aria, quello che pensi sia il folle e non il medico di fama che è, in un articolo sul “Corriere”, dedicato a una società al minimo, ha scritto: “È come se in un reparto di rianimazione, per un paziente in serio pericolo di vita, con la respirazione artificiale, si chiedesse un odontoiatra per trattare il secondo molare di destra cariato o come se di fronte ad un moribondo sulla strada ci si preoccupasse del suo colesterolo fuori norma”. Ecco, il Paese sta morendo e noi discutiamo di colesterolo. La stessa sensazione che abbiamo a Vasto, una città in caduta verticale da anni, dove manca un sussulto, una spinta, un progetto per invertire la rotta e cominciare la risalita, dove ci apprestiamo a vivere una notte bianca inventata all’ultimo momento, mentre la notte rischia di essere infinita. Per noi e per i figli, per i quali è già domani. Senza domani.<br />]]></content>
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		<issued>2010-07-21T00:00:00Z</issued>
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		<title>UN BUCO NEL TETTO E LA NOTTE BIANCA</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[NEWS<br /><br />Sabato 24 luglio nell’ambito della Notte Bianca, oltre ai momenti di intrattenimento musicale e cabarettistico, che faranno divertire tutte le fasce d’età, sarà anche l’occasione per poter partecipare ad eventi collaterali legati alla solidarietà.<br />L’Associazione Un Buco nel tetto, nato essenzialmente come gruppo di preghiera e per attività solidali, allestirà a Piazza Rossetti un gazebo dove si potranno acquistare a prezzi modici, prodotti messi a disposizioni da varie ditte locali qualidolci tipici, vini D.O.C., Olii aromatici, miele di vari tipi e deliziose marmellate.<br />Il ricavato della vendita servirà per le aiutare le Case Famiglia presenti a Vasto e per la riqualificazione della Cappella dell’Ospedale Civile “S. Pio”  di Vasto. <br />Per qualsiasi informazione si può visitare la community su Facebook digitanto “Un buco nel tetto”, oppure rivolgersi direttamente al gazebo presente a Piazza Rossetti sabato 24 luglio, perché come ricorda Luciana Salvatorelli, presidente dell’Associazione “Basta poco per donare tanto”.<br /><br />]]></content>
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		<title>&amp;#039;VASTO è CULTURA&amp;#039;: INCONTRO SULLA &amp;#039;CRISI DELLA POLITICA&amp;#039; CON LA PRESENZA DELL&amp;#039;EX MINISTRO REMO GASPARI </title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lapolis.it/blog/index.php?entry=entry100721-122218" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[tratto da histonium.net<br /><br /><img src="images/gaspariremo.jpg" width="359" height="239" border="0" alt="" /><br /><br />Il nuovo appuntamento, il quinto, dell&#039;iniziativa &quot;Vasto è Cultura&quot;, proposta dal laboratorio politico-culturale &#039;Polis&#039; diretto da Davide D&#039;Alessandro, vede protagonista domani sera, giovedì 22 luglio a partire dalle ore 20.30, l&#039;onorevole Remo Gaspari, fresco di cittadinanza onoraria vastese, nell&#039;incontro dal titolo “La crisi della politica”.<br /><br />&quot;L’ex ministro - dice D&#039;Alessandro - ha appena compiuto 89 anni. Sarà l’occasione per tracciare un bilancio di uno straordinario impegno a favore della nostra regione e del nostro territorio in particolare, ma anche per ragionare intorno agli ultimi vent’anni della politica nazionale, per capire i motivi di una transizione a parole, di una Seconda Repubblica mai nata, di partiti che non mantengono ciò che promettono, di una disaffezione ormai cronica del cittadino nei suoi riguardi. Sarà l’occasione per guardare al futuro, alla politica che verrà, senza trascurare gli esempi del passato&quot;.<br /><br />Stefano Maresca]]></content>
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		<title>UNA NUOVA CLASSE</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di DAVIDE D&#039;ALESSANDRO<br /><br /><img src="images/classe.jpg" width="400" height="408" border="0" alt="" /><br /><br />Mi scrive la signora Carla: “Caro D’Alessandro, non c’è un solo vastese che sia contento degli ultimi nove anni di amministrazione comunale. Perché i politici responsabili, in vario modo, degli ultimi nove anni non vogliono capirlo? Occorre davvero un grande cambiamento. Io non so se voi di Alleanza per Vasto riuscirete a darcelo, ma non vedo altro, per ora, all’orizzonte. Andate avanti. Nel mio piccolo, tre voti, vi sosterrò”. Saranno quei tre voti, cara signora, a farci vincere. Nel senso che sommati agli altri decreteranno la fine degli ultimi nove anni, dieci nel 2011, e sanciranno una nuova prospettiva per la politica vastese. Non perché siamo più bravi, non perché abbiamo ricette magiche, ma perché abbiamo compreso, prima di altri, che occorre rompere la spirale della solita classe. A Vasto, come a Roma, i politici sono interessati a stare in classe, dove per cinque anni il capoclasse lo fa uno che si dichiara di Destra e per altri cinque uno che si dichiara di Sinistra. Scrivo si dichiara, perché la Sinistra e la Destra, quelle vere, sono state archiviate da tempo. Ci ha pensato la Storia a farle tacere per sempre. Lei pensa che Bersani sia di Sinistra? E Berlusconi di Destra? Lapenna di Sinistra e Tagliente di Destra? Solo Forte ha superato se stesso, presentandosi al Congresso dell’Idv con le testuali parole: “Noi di Sinistra…”. E non aveva affatto bevuto! Era molto sobrio e lucido, anche se il caldo avrà fatto la sua parte. La verità è che dobbiamo formare nuove classi, con nuovi alunni e nuovi capoclasse. Questi signori, da decenni e non da dieci anni, sfruttano rendite di posizione, una stanchezza cronica del cittadino, la disaffezione politica in clamoroso aumento. Si ripropongono sempre loro e non possono che essere eletti sempre loro. Alleanza per Vasto darà la possibilità ai vastesi di eleggere una nuova classe per scrivere insieme una nuova e grande storia CIVICA. Senza la finta Destra, senza la finta Sinistra.<br />]]></content>
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		<title>RIFLESSIONI SUL TURISMO CHE NON C&amp;#039;E&amp;#039; PIU&amp;#039;</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di NICOLA DEL PRETE<br /><br />Lasciamo da parte per un momento la politica. Parliamo di quello che la gente vede, delle riflessioni che fa e, soprattutto, delle cause che innescano alcuni meccanismi preoccupanti. Ci avviciniamo alla fine di luglio. E’ il periodo in cui, in estate, Vasto comincia a brulicare di turisti. Quest’anno non è così. La morsa della crisi economica si fa sentire, ma non può giustificare l’evidente calo di presenze che, più di altri,  registrano quotidianamente i pubblici esercizi, i ristoranti, le pizzerie, le attività commerciali. La sera, in piazza, ci sono i soliti volti, le facce dei vastesi che escono a prendere un gelato, a mangiare una pizza, a fare una passeggiata. I turisti sono una minoranza. Se ne vedono alla Marina, ma quei bagni di folla di qualche decennio addietro sono solo un lontano, piacevole ricordo. Il segno meno su arrivi e presenze, insomma, tocca anche la nostra città, considerata fino allo scorso anno, una delle poche realtà turistiche balneari abruzzesi che vantava un trand positivo. Da ex assessore al turismo, dal 2006 alla stagione 2008 compresa, lanciai più volte un segnale di allarme: investiamo poco per questo settore, ripetevo in continuazione. La mia non era una provocazione, nè vuole essere, oggi, una polemica da cui non verrebbe fuori alcun vincitore. Le colpe non sono solo di Lapenna. Le cause del declino partono dalla mancanza di un ruolo specifico, chiaro, che nessuna amministrazione ha inteso dare alla nostra città. Già, perchè investire sul turismo non significa mettere una posta economica di 200 mila euro in più sulle manifestazione estive; significa, invece, programmare l’azione amministrativa in funzione di nuovi e funzionali servizi al settore, di certezze nei confronti dei turisti; investire sul turismo significa soprattutto progettare e realizzare strutture che aprano nuovi scenari sia in termini occupazionali che in termini di qualità e concorrenza. Investire sul turismo significa programmazione urbanistica della costa per un turismo che poggi su servizi di qualità e, al tempo stesso, imponendo uno stop vero, serio, all’occupazione di altro territorio per insediamenti abitativi. In una parola è tempo di decidere che il ruolo funzionale e strutturale che Vasto deve svolgere negli anni futuri è di centro turistico interregionale, dove la qualità dell’ospitalità deve essere il primo obiettivo che gli attori economici del turismo e lo stesso ente comune dovranno porsi prioritariamente. Il centro cittadino non è curato a dovere, tante piccole cose non funzionano: dagli orari degli autobus, all’acqua che va via, alle fioriere senza fiori, al lezzo che si sprigiona dai tombini durante le passeggiate panoramiche, alla cattiva abitudine dei vandali di deturpare con le scritte i posti più caratteristici della città. Sono anche questi segni di una rilassatezza che non mi piace. Lapenna fa quello che può, si è trasformato da sindaco a ragioniere, ma per dare un ruolo a Vasto c’è bisogno di altro. Senza polemiche, lavorando e disegnando la Vasto che vogliamo.<br /><br />                                                                                                                                   <br />]]></content>
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		<title>VA CAMBIATA LA MUTANDA</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di Davide D’Alessandro<br /><br />Convinto che sia importante parlare di me, anche male, non pensavo di meritare persino l’attenzione di Elio Bitritto, spero non per conto terzi. Un pezzo duro, quello di sabato scorso su “il Grillo”, con attacchi personali al di sotto della cintola, dove però trova, a suo danno, due corposi respingenti. Ha paura di morire, Elio Bitritto, insieme alla Destra e alla Sinistra, i due ubriachi del secolo scorso che si reggono a stento mentre il mondo va altrove. Ha paura di “Alleanza per Vasto”, Elio Bitritto, perché sa che dove comincia la nuova e grande storia CIVICA, lui finisce, insieme ai finti camerati e compagni di cordata. Parla di due scatole vuote, Bitritto. Di un Pd mai nato e di un Pdl corrotto, dalla testa ai piedi, inservibile ormai per la rivoluzione liberale tanto attesa, tanto promessa e mai arrivata. Ha paura della Madonna, Bitritto, perché rispetto al partito parentale e dei giovani a sovranità limitata, Alessandra ha il volto fresco della fierezza e dell’autonomia, il volto della rigenerazione politica. Bitritto, mentre ricorda mal(destra)mente che ho confidato in Peppino Forte (in realtà chiesi la convocazione, mai ottenuta ma ancora attuale, di un Consiglio Comunale Straordinario sulla Sicurezza), che ho sostenuto Luciano Lapenna, dimentica che ho fatto altrettanto con Luciano D’Alfonso alle primarie e con Giuseppe Tagliente alla Regione, ritenendo che fosse ancora un ottimo rappresentante della nostra città. Ho sostenuto gli uomini, apertamente, senza guardare le tessere e le appartenenze. E mai per conto terzi. Hanno vinto tutti. Evidentemente, porto fortuna. Li ho appena sfiorati e hanno vinto. Forse Bitritto ha paura che possa vincere anche Del Prete… Poi, gli uomini talvolta deludono, ma soltanto Lapenna ha deluso. Non ho mai scritto una lettera a Peppino Forte perché mi appoggiasse al ballottaggio, come fece Tagliente nel 2006. Forte la cestinò. Come cestino io l’articolo di Bitritto, facendo finta di non averlo mai letto. La paura che desta “Alleanza per Vasto” fa novanta. Destra e Sinistra, ancora una volta unite, vogliono impedirne l’affermazione. Ma ApV si è già affermata nel cuore dei vastesi, di chi vuole un cambiamento radicale, autentico, profondo della classe politica locale, di chi non crede più alle tante sigle di partito che si sono succedute, a Destra e a Sinistra, nell’ultimo ventennio per prendere in giro milioni di italiani. Come mutare sempre d’abito, il più nuovo possibile, tenendo la mutanda perennemente sporca. Ma la puzza, a Destra e a Sinistra, è divenuta insopportabile. Va cambiata immediatamente. <br />]]></content>
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		<issued>2010-07-19T00:00:00Z</issued>
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		<title>INDIGNARSI</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[la vignetta di Altan<br /><br /><img src="images/vignetta_altan.jpg" width="459" height="600" border="0" alt="" />]]></content>
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		<title>ApV ALL&amp;#039;IDV: &amp;quot;VENITE CON NOI&amp;quot;</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[tratto da vastoweb.com<br /><br /><img src="images/dalessandro_con_simbolo_150.jpg" width="150" height="150" border="0" alt="" /><br /><br />VASTO - L&#039;Idv si smarca e annuncia che proporrà un proprio candidato al tavolo del centrosinistra, senza accettare imposizioni dal Pd. Una mossa che fa ricevere al partito di Antonio Di Pietro i corteggiamenti di Alleanza per Vasto e dei Verdi. Davide D&#039;Alessandro, coordinatore di ApV, propone ai dipietristi di costituire un terzo polo, alternativo al centrosinistra ufficiale che amministra la città, ma anche al centrodestra: commentando il congresso cittadino dell&#039;Italia dei valori, D&#039;Alessandro evidenzia che i dipietristi &quot;ritengono che il candidato Lapenna alle elezioni del 2011 sia perdente, non più spendibile per una aspra competizione contro la destra. Ritengono anche l’impossibilità, per Vasto, di riproporre quest’ultima al governo della città, dopo gli anni della litigiosità, per la verità mai terminata, al suo interno. Con queste premesse, noi di Alleanza per Vasto crediamo che si possa, anche con l’Idv, non avendo preclusioni verso alcuna tessera ed alcuna appartenenza, aprire un tavolo di confronto e di programmazione, per scrivere insieme una nuova e grande storia civica, l’unica in grado di impedire l’implosione del buono che resta nel centrosinistra e il ritorno di una certa destra&quot;.]]></content>
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		<title>IL BUIO DI VASTO MARINA</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[NEWS<br /><br />Caro Direttore sabato sera  abbiamo deciso con gli amici  di passare qualche ora di svago a Vasto Marina  dopo una settimana di lavoro.Nell&#039;area  ceduta in comodato d&#039;uso dalle ferrovie anche se molto affollato dopo un po&#039;  ho trovato il parcheggio e abbiamo incominciato la passeggiata.Vasto Marina e&#039; molto frequentata in questo periodo e ho notato subito la presenza di forze dell&#039;ordine in mezzo alla gente  sia di Polizia che di Carabinieri .Per tutte quelle persone presenti in questi giorni e di tante etnie e&#039; un segnale positivo che rende piu&#039; sicura la passeggiata e allontana le tante teste calde che purtroppo ultimamente causano danni e disagi.Ieri sera mi ha colpito  un mendicante che chiedeva l&#039;elemosina . Aveva un bambino in braccio e un tabellino con cui cercava qualche spicciolo per acquistare il latte.E&#039; triste pensare che oggi la nostra societa&#039; non sia in grado di dare un assistenza a chi ha bisogno.E&#039; triste pensare che facilmente i bambini che crescono in un ambiente cosi&#039; degradato entreranno nel mondo della criminalita&#039;.In altre nazioni ...poche per la verita&#039; questo non sarebbe possibile.Tempo fa ho letto che la Marina Militare per non far fermare i cantieri navali che hanno poco lavoro per via della crisi  hanno ordinato delle navi nuove di zecca cosi&#039; non ci saranno licenziamenti.Ma se da un lato lo Stato e&#039; capace di dare lavoro e creare ricchezza e poi giusto che bambini siano usati da padri per poter facilmente far aprire le coscienze e i portafogli dei passanti?Io dico che se gli ambulanti danno con la loro arte o il loro lavoro un modo per conoscere e  acquistare  ad esempio un quadro fatto con bombolette spray non ritengo accettabile la presenza di mendicanti.Le amministrazioni devono aiutare queste persone e fare in modo che si reinseriscano nel mondo del lavoro  e in ogni caso vedere mendicare con l&#039;ausilio di bambini e da perseguire.Siamo arrivati ai negozi in legno comunali  e tra libri usati e Icone religiose  ho visto tante persone incuriosite dalle tante merci in vendita per tutte le tasche.La serata insomma e&#039; filata via in un batter d&#039;occhio ed e&#039; continuata fino ad arrivare alla Sirenetta .Ho visto i rubinetti sigillati e le docce rese inutilizzabili una volta erano perennamente aperti con uno spreco di preziosa acqua,adesso sono   chiusi completamente. A Vasto e&#039; il caso di dire che per le docce e le fontanelle  non abbiamo vie di mezzo? Molti poi  lasciano sulle panchine bottigliette vuote e bicchieri sporchi anche se ci sono i contenitori per i rifiuti  nelle vicinanze.Vorrei vedere se questi ragazzi a casa loro si comportano uguale perso proprio di no.Tanto qualcuno che pulisce c&#039;e&#039; quindi perche&#039; preoccuparsi?La passeggiata e&#039; stata allietata verso mezzanotte  dai fuochi pirotecnici  del Ferroluglio che ho sentito piu&#039; che visto per andare a prendere la macchina prima degli altri.Il problema e&#039; stato uscire dal parcheggio che e&#039; quasi completamente al buio.Non ci sono lampioni ,c&#039;e&#039; pochissima luce ed e&#039; solo grazie  ai fari abbaglianti della mia auto che sono riuscito a districarmi tra le centinaia di auto parcheggiate e guadagnare l&#039;uscita.Ci sono strade di campagna e strade isolatissime illuminate  a giorno, ma poi in un luogo quale e&#039; il parcheggio di Vasto Marina non c&#039;e&#039; luce  e&#039; buio pesto. Va bene le docce chiuse per risparmiare l&#039;acqua ,ma riparmiare pure sulla luce dove e&#039; indispensabile mi sembra un po&#039;  eccessivo.Ma nessun amministratore comunale va a parcheggiare a Vasto Marina nel parcheggio in comodato?E se la risposta e&#039; si perche&#039; non si e&#039; attivato per far illuminare l&#039;area in  modo soddisfacente?<br /><br />Cordiali Saluti da Davide Delle Donne P.S. C&#039;e&#039; stata un interruzione di corrente di tutta Vasto Marina ed e&#039;  durata una decina di minuti...forse troppa aria condizionata accesa.]]></content>
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		<issued>2010-07-19T00:00:00Z</issued>
		<modified>2010-07-19T00:00:00Z</modified>
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		<title>D&amp;#039;ALESSANDRO APRE ALL&amp;#039;IDV: &amp;quot;CON ApV PER VINCERE E RILANCIARE VASTO&amp;quot;</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[COMUNICATO<br /><br />Ai rappresentanti dell’IdV di Vasto, che sabato scorso hanno celebrato il congresso cittadino, ho ricordato, nel mio breve intervento, che la loro analisi di questi quattro anni di Amministrazione Lapenna è nota a tutti e, forse, è anche la più obiettiva, perché ne sono ancora parte, perché non hanno mai lavorato per sfasciare. Però, sono delusi, amareggiati. Ritengono che la stessa avrebbe potuto fare molto di più in tutti i settori. Ritengono che il candidato Lapenna alle elezioni del 2011 sia perdente, non più spendibile per una aspra competizione contro la Destra. Ritengono anche l’impossibilità, per Vasto, di riproporre quest’ultima al governo della città, dopo gli anni della litigiosità, per la verità mai terminata, al suo interno. Con queste premesse, noi di “Alleanza per Vasto” crediamo che si possa, anche con l’Idv, non avendo preclusioni verso alcuna tessera ed alcuna appartenenza, aprire un tavolo di confronto e di programmazione, per scrivere insieme una nuova e grande storia CIVICA, l’unica in grado di impedire l’implosione del buono che resta nel centrosinistra e il ritorno di una certa Destra, l’unica in grado di mettere da parte due scatole vuote, Pd e Pdl, e rilanciare Vasto con un progetto amministrativo che guardi allo sviluppo senza trascurare la tenuta di un territorio più volte sottoposto a saccheggio. La nostra è una proposta di cammino comune. Nessuno ospita o annette nessuno. Importante è trovarsi, evitare la sciagura, vincere e salvare Vasto fuori dalle logiche di potere che fino a oggi le hanno impedito di crescere. Un’altra politica è possibile, la politica è possibile. Vasto può essere il laboratorio di un’intesa fuori dagli schemi, civica, innovativa, riformatrice, di un processo rigenerativo dell’intero costume politico. Dal Congresso dell’IdV sono emerse aperture importanti. Noi restiamo in ascolto.<br /><br />Davide D&#039;Alessandro<br />Coordinatore &quot;Alleanza per Vasto&quot;]]></content>
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		<issued>2010-07-18T00:00:00Z</issued>
		<modified>2010-07-18T00:00:00Z</modified>
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		<title>GALEOTTO FU IL LIBRO E CHI LO SCRISSE</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di FRANCESCOPAOLO D&#039;ADAMO<br /><br />Chiamandomi Francescopaolo, durante gli studi liceali, non avrei potuto non lasciarmi attrarre dal quinto canto della Divina Commedia. Quello dedicato a Paolo e Francesca. Mai però avrei potuto pensare che la frase di Dante: “galeotto fu il libro e chi lo scrisse”, potesse tornarmi alla mente per motivi diversi da quelli che sono la letteratura o la poesia. Al massimo un “pettegolezzo” (da tempo si dice gossip) poteva riportami alla mente la scena, i personaggi e questa celebre frase, ma da tempo il pettegolezzo è così farcito di particolari che di rado rimane spazio per la fantasia, figuriamoci per la poesia. In questi giorni invece, l’Amministrazione Comunale ha “sottratto” 20 mila euro al  fondo di riserva, quello che servirebbe per le urgenze e gli imprevisti, quello che come brava “massaia” si tiene da parte perché “non si sa mai”, per dare alle stampe un’opera commissionata a due bravi studiosi locali: Gianni Oliva e Costantino Felice. Ora io non voglio entrare nel merito. Non so se questa opera è degna di pubblicazione o meno, sicuramente si. Nemmeno voglio conoscerne il contenuto, né quale apporto alla storia di Vasto, già scritta da Marchesani o  Anelli ecc. questa opera esprima. Vorrei conoscere solo la motivazione che ha portato a sottrarre 20 mila euro al fondo di riserva. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse per smascherare i due amanti relegati “romanticamente” nell’inferno della “Comedia” dantesca. Galeotto potrebbe essere il libro “Vasto, Storia di una città” per smascherare il modo di governare e di spendere denaro pubblico da parte di questa Amministrazione Comunale. Qualcuno ha già scritto che “codesta” Amministrazione ha avuto il coraggio di recuperare un’opera per la quale nel 1992 erano state spese 60 milioni di lire. Bene! Ottima cosa (ammesso però che qualche aggiunta dovrebbe essere anche apportata, in merito ai 18 anni trascorsi) tuttavia perché questa fretta? Perché ora e non prima? E qui scatta la molla, si accende la luce a colui che potrebbe dirmi: “allora sei geloso, siccome non lo hai fatto tu!” Ebbene si! candidamente rispondo che potrebbe essere anche questo. Però non cedo spazio a illazioni, giudizi o affrettate conclusioni. La domanda resta: “perché accedere al fondo di riserva, dov’è l’urgenza?” <br />“Gianne lo sciancato”, nascosto dietro la tenda, sa ma non agisce, ha paura e aspetta … ma questa citazione è troppo colta meglio citare Renato Zero … Galeotto fu il “Canotto”  e ce ne andiamo al mare a “guardà” le chiappe chiare, in attesa di poter dire: &quot;Amor, che a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte...&quot;. <br /><br />]]></content>
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		<issued>2010-07-17T00:00:00Z</issued>
		<modified>2010-07-17T00:00:00Z</modified>
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		<title>RILANCIAMO VASTO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lapolis.it/blog/index.php?entry=entry100715-223149" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di Davide D’Alessandro<br /><br />Non solo alcuni partiti, ma migliaia di vastesi si lamentano da anni per la condotta dell’Amministrazione Lapenna. Tutti sanno che non è riproponibile, eppure soltanto “Alleanza per Vasto” lavora da tempo per scrivere una nuova e grande storia CIVICA. Quanti mugugni, quanti malumori, quante critiche dentro e fuori la maggioranza! Tuttavia, resiste un vizio antico: la certezza di poter sostituire Lapenna senza modificare il quadro. A noi, invece, interessa modificare il quadro. Non siamo arrivati per cambiare Lapenna con un altro, così come Pietrocola fu sostituito da Lapenna. Vasto ha bisogno di un processo rigenerativo della politica locale senza precedenti. Il processo rigenerativo non lo si costruisce dopo il voto, ma prima, cioè adesso. Prima delle liste, prima della corsa. Adesso occorre avere uno sguardo nuovo proiettato sul futuro. Adesso occorre puntare la propria passione, il desiderio di assistere da vicino al rilancio della propria città. E in tanti lo stanno facendo, ma non basta. Ci sono sacche che resistono al mutamento, alla novità, al pericolo che la propria rendita di posizione possa svanire. Nessuno può esimersi dal sognare un’altra Vasto, dal fare qualcosa per vedere un’altra Vasto. Dopo le critiche, arriva il tempo della decisione, dell’assunzione di responsabilità. Andare da Destra a Sinistra non ha prodotto frutto. Andare da Sinistra a Destra non produrrà frutto. Perché le due scatole sono vuote; le due storie, Pd e Pdl, mai nate. Due clamorose bufale. Tocca a ogni cittadino vastese sposare con fiducia il progetto di “Alleanza per Vasto”. Per abbandonare le delusioni e aspirare al rilancio. Rilanciamo Vasto. Rilanciamola, non ricostruiamola. Chi vuole ricostruirla, in parte ha contribuito a distruggerla.<br />]]></content>
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		<issued>2010-07-15T00:00:00Z</issued>
		<modified>2010-07-15T00:00:00Z</modified>
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		<title>STORIA DI UN LIBRO SALATO E PER NULLA ... FELICE</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[NOTA<br /><br />100 milioni di vecchie lire! Tanto costa il libro “Vasto: Storia di una Città”. Dai 60 milioni del ’92 ai 40 dell’Amministrazione Lapenna, prelevati inspiegabilmente dal Fondo di Riserva. Dopo la denuncia di “Alleanza per Vasto”, lo sconcerto di tanti cittadini.<br /><br />-------------------------------------------------------------------<br /><br />Se togliamo le difese indifendibili di Nicolangelo D’Adamo e Fabio Giangiacomo, nessuno dentro la maggioranza se la sente di spendere una sola parola per l’ennesimo atto di sperpero di denaro pubblico. Il comunicato di “Alleanza per Vasto”, firmato da Davide D’Alessandro e Francescopaolo D’Adamo, è di una chiarezza assoluta, però riteniamo sia d’obbligo formulare alcune domande sperando che trovino una qualche risposta:<br />1)	Per i 60 milioni percepiti nel 1992, i Proff. Costantino Felice e Gianni Oliva quando hanno scritto il lavoro?<br />2)	Perché i sindaci Tagliente e Pietrocola, che succedettero a Prospero, pur così attenti alla Cultura, non chiesero conto ai due autori del lavoro e non pretesero la pubblicazione del libro?<br />3)	La Storia che a breve vedrà la luce sarà firmata soltanto dal Prof. Costantino Felice? Se sì, perché? <br />4)	Il Prof. Gianni Oliva, dopo aver percepito 30 milioni (la metà di 60), ha prodotto qualcosa?<br />5)	La Storia che a breve vedrà la luce si ferma al 1992 o giunge fino ai giorni nostri?<br />6)	Perché si è deciso di prelevare i 20 mila euri dal Fondo di Riserva?<br />7)	Perché si è deciso di affidare la cura del volume all’Editore Donzelli e non a un Editore vastese?<br /><br />È ovvio che all’uscita del volume saremo irreprensibili nel verificarne ogni singola parte, pur essendo certi, data la professionalità degli autori, che non saranno riciclati lavori già utilizzati per altre pubblicazioni.<br />]]></content>
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		<issued>2010-07-14T00:00:00Z</issued>
		<modified>2010-07-14T00:00:00Z</modified>
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		<title>SONO APPARSO ALLA MADONNA</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[di DAVIDE D&#039;ALESSANDRO<br /><br /><img src="images/alessandra_madonna.jpg" width="512" height="560" border="0" alt="" /><br /><br />Il mio caro amico Giovanni Spinelli (pseudonimo creato da me qualche anno fa) mi ha ricordato un libro di Carmelo Bene dal titolo: “Sono apparso alla Madonna”, non potendo, per motivi di delirio d’onnipotenza, accadere il contrario. Del resto, quando a Bene fu rivolta una domanda su Dio, rispose sorpreso: “Non puoi chiedere a Dio di Dio”. Ma il titolo di Spinelli faceva riferimento al volto nuovo della politica vastese: Alessandra Madonna, 23 anni, a ottobre una laurea in “Scienze e tecniche psicologiche e sociali della comunicazione e del marketing”. Capito, che roba? Questa ragazza è appena diventata coordinatrice di Api a Vasto e fa già tanto parlare di sé. I cittadini vastesi sono entusiasti perché annusano il nuovo, la freschezza, l’energia che emana. Odora di bucato, direbbe Montanelli. Chi imperversa da decenni dentro la macchina infernale del potere, ne ha paura, vaneggia di veline e quant’altro pur di denigrare, di screditare. Ma Alessandra, fiera di sé, procede e conquista consensi. È apparsa ma ha anche parlato e detto: “Mi impegnerò in maniera concreta per riavvicinare alla politica i ragazzi come me A loro posso essere molto più vicina rispetto a tante altre persone che la fanno da tempo. Spesso ai giovani si danno false illusioni. Ci metteremo a lavorare per loro da domani stesso”. E ha cominciato a lavorare perché l’appuntamento del 2011 è di importanza capitale per la nostra Vasto. C’è in gioco il futuro e un nuovo modo di amministrare. C’è in gioco il rilancio di una città e di una comunità sfiduciata. Che crede sempre meno, che non crede più. Essere credibili è l’impegno di “Alleanza per Vasto”. L’ho detto ad Alessandra. Mi ha risposto: “Lo siamo. Lo saremo”. Io credo, caro Spinelli. Credi anche tu. Credete anche voi, lettrici e lettori. Nulla, dal 2011, sarà più come prima. <br />]]></content>
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		<issued>2010-07-14T00:00:00Z</issued>
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		<title>INCORONATA, LA SEGNALAZIONE DI DELLE DONNE (API)</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Tratto da vastoweb<br /><br />VASTO - Troppa vegetazione ai lati della strada principale di località Incoronata. La segnalazione è di Davide Delle Donne, di Alleanza per l&#039;Italia, che chiede al Comune il ridimensionamento delle chiome delle piante e il taglio dei polloni, i rami che si sviluppano ai piedi degli alberi.<br /><br />&quot;Non e&#039; un bel vedere all&#039;Incoronata - scrive Delle Donne in un comunicato - con tutti questi alberi non puliti. Spero che i giardinieri puliscano sia i marciapiedi che sono invasi da erbacce sia la base degli alberi&quot;. Aiuole incolte, ma anche manifesti selvaggi alle &quot;pensiline di Corso Mazzini , Via Giulio Cesare ,Via Ciccarone, Via Histoniense, CHE  sono state utilizzate alla stregua di muri per affissioni pubbliche. Infatti sono stati affissi dei manifesti che non sono timbrati, su pensiline che hanno ben in vista il divieto di affissione (penale) e soprattutto che hanno manifesti in cui è stampato e ben visibile il patrocinio del Comune di Vasto. L&#039;amministrazione pubblica cittadina - ammonisce il membro del comitato cittadino di ApI - in futuro dia il patrocinio esclusivamente a chi assicura che non si  sporcheranno pensiline pubbliche con manifesti e locandine. Le aree preposte per le affissioni sono regolamentate e hanno personale autorizzato per la loro affissione previo pagamento di una imposta infatti sono timbrati. Gli altri, quelli abusivi - conclude Delle Donne - dovrebbero  essere sanzionati, soprattutto se posizionati su aree dove vige il divieto assoluto di affissione, come le nuove pensiline di Vasto&quot;. ]]></content>
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