
Michele D’Annunzio su vastoweb ha scritto: “Sarà una donna. Una studentessa universitaria di 24 anni. È l'identikit della nuova Coordinatrice vastese di Alleanza per l'Italia. Il partito di Rutelli si appresta a lanciare il volto nuovo della politica locale. È una ragazza che si avvia a conseguire la laurea e non è mai stata candidata alle elezioni, né ha avuto incarichi di partito. Il suo nome rimarrà top-secret almeno fino a sabato, quando Nicola Del Prete, coordinatore provinciale del partito di Rutelli, terrà una conferenza stampa di presentazione del nuovo gruppo di ApI: 20 persone che hanno aderito di recente al movimento centrista, che sarà distinto da Alleanza per Vasto, il raggruppamento civico di cui è coordinatore Davide D'Alessandro”.
Sono molto contento. Intanto, perché diventa ben chiaro a tutti che se Api è un partito e pensa di sposare il progetto politico-amministrativo di Alleanza per Vasto, vuol dire che quest’ultima formazione è davvero un Movimento Civico intenzionato a scrivere una nuova e grande storia CIVICA. Fuori dai partiti ma con la possibilità, per i partiti, di gonfiarne le due vele biancorosse in modo da vederla vincere alle prossime comunali.
Poi perché, pur restando con Francescopaolo D’Adamo e Sabrina Bocchino, saldamente ancorato soltanto ad “Alleanza per Vasto”, sono a conoscenza dell’iniziativa intrapresa dall’amico Del Prete e ritengo che una giovane laureanda di 24 anni possa davvero rappresentare il volto nuovo, fresco, energico, della politica vastese. Una politica logora, nei volti e nei progetti, una politica che parla di rinnovamento ma si guarda bene dal rinnovare, una politica stanca che il cittadino più non sopporta. Auguro alla nuova Coordinatrice di Api, che sabato sarà presentata alla città, di essere all’altezza del compito. Di essere autentica e solare, come il suo bel viso. Di ridare speranza ai giovani a sovranità limitata. Di trasmettere a tutti i cittadini vastesi un solo messaggio: un’altra politica è possibile, la politica è possibile. Soprattutto se ha spirito giovane e femminile. In bocca al lupo. E crepi. Tanto creperà. Hai voglia se creperà!
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di Michele D'Annunzio
tratto da vastoweb
7 lug 2010
VASTO - Sarà una donna. Una studentessa universitaria di 24 anni. E' l'identikit della nuova coordinatrice vastese di Alleanza per l'Italia. Il partito di Rutelli si appresta a lanciare il volto nuovo della politica locale. E' una ragazza che si avvia a conseguire la laurea e non è mai stata candidata alle elezioni, né ha avuto incarichi di partito. Il suo nome rimarrà top-secret almeno fino a sabato, quando Nicola Del Prete, coordinatore provinciale del partito di Rutelli, terrà una conferenza stampa di presentazione del nuovo gruppo di ApI: 20 persone che hanno aderito di recente al movimento centrista, che sarà distinto da Alleanza per Vasto, il raggruppamento civico di cui è coordinatore Davide D'Alessandro. Entrambe le formazioni politiche appoggeranno con proprie liste Del Prete nella corsa a sindaco alle elezioni del prossimo anno. Due liste civiche, ma l'obiettivo è di arrivare a 3, forse anche a 4. Intanto, si comincia con Alleanza per l'Italia. E con il volto nuovo della politica vastese. I rutelliani tengono le bocche cucite. Ma ancora per poco.
micheledannunzio@vastoweb.com
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di DAVIDE D'ALESSANDRO

“Ghe pensi mi”, ha detto Silvio Berlusconi, ma non ci sta pensando affatto. Dopo sedici anni dalla memorabile discesa in campo, un solo obiettivo ha colto con nettezza: la fine dei comunisti, quelli residuali, che facevano finta di non rassegnarsi, poiché il comunismo, quello vero, era morto da tempo. Gli altri obiettivi, racchiusi nello slogan della “Rivoluzione Liberale”, sono ancora tutti da venire ma temo che, di questo passo, mai verranno. Eppure, dal 2001 al 2006 e dal 2008 a oggi, ha sempre avuto maggioranze bulgare. Allora, cosa c’è che non va? È proprio quel “Ghe pensi mi” che non va, in un paese come l’Italia dove i “Ghe pensi mi” sono finiti quasi sempre a testa in giù e a piedi in su in qualche storica piazza. In politica, e in Italia ancor di più, chi vuole fare da solo finisce male. Terra di dialogo e di concertazione è l’Italia, terra di molteplici voci e molteplici interessi che vanno composti, come capì per decenni la Dc. Ora il problema sembra Fini. In realtà il problema è il sultano che, per patologia di potere, vede ombre e traditori ovunque. Fini vuole certo raccoglierne l’eredità politica ma, se fosse più accorto, capirebbe che un sultano non lascia eredità politica. Un sultano, quando non è più, porta tutto con sé, tranne ville e denari, già destinati ai figli. Anche a Vasto, come a Roma, ci sono sempre coloro orientati a dire “Ghe pensi mi”. Li dobbiamo aiutare a non fare la stessa fine dei sultani, anche perché di Berlusconi ce n’è uno solo, purtroppo o per fortuna (dipende dai gusti), e Vasto non ha più tempo per aspettare. Vasto ha bisogno di un nuovo concerto, di un nuovo tavolo per decidere insieme sul futuro della città. Una città in caduta libera. Come l’Italia di Lippi, che almeno quattro anni fa vinse un Mondiale. Noi quattro anni fa vincemmo …Lapenna.
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NEWS


Il terzo appuntamento di "Un libro a settimana" di Davide D'Alessandro è dedicato al libro di Massimo Cacciari "Hamletica". Lo trovate all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=fs7wNpl2SA4
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Comunicato stampa
“Non si fa turismo andando a Santiago de Compostela, alle cene nelle Ambasciate australiane o nell’Europa del nord a spese dei cittadini vastesi. Il turismo è accoglienza e quando i verificano i disservizi che si sono registrati sabato e domenica scorsi a Vasto marina, anche il miglior biglietto da visita presentato nelle fiere si va a far benedire”. Nicola Del Prete, coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia va giù duro nei confronti del sindaco Luciano Lapenna, che ha trattenuto per sè la delega al turismo. “Il 3 luglio, cioè in piena estate, l’amministrazione Lapenna quater si è fatta trovare impreparata ad accogliere il primo importante flusso di bagnanti – spiega Del Prete – Le colonnine dei parcheggio a pagamento erano, per la maggior parte, non funzionanti o tarate male. Eppure i vigili urbani hanno fatto multe a raffica. Non solo. Il Comune è proprietario di un parcheggio coperto, a Vasto marina, in via Martire Istriani, che per anni è stato al centro di vibrate proteste. Ma è una struttura di proprietà che negli anni passati, specie nei fine settimana, accoglieva centinaia di autovetture. Quest’anno il parcheggio è stato abbandonato a se stesso. Immondizia, carcasse di gatti morti, escrementi, rifiuti di ogni genere impediscono l’utilizzo del parcheggio. Perché l’assessore ai servizi Vincenzo Sputore non ha provveduto alla sua pulizia per un utilizzo pieno, gratuito, così come avveniva negli anni passati? Possibile che Sputore non ricordi come l’ex assessore Del Prete rendeva fruibile questa struttura, in estate, senza biglietto a pagamento e con la vigilanza dei ragazzi delle giacche verdi? Sarebbe bastato copiarlo! Il cancello dell’ingresso del parcheggio di via Martire Istriani, invece, è stato “forzato” e gli automobilisti, in mezzo a quel letamaio, hanno comunque cercato di trovare un’area di sosta per le proprie autovetture, anche se era chiuso il cancello d’uscita. E’ stato utilizzato l’ingresso anche come uscita, con i rischi che ne sono conseguiti. Il Comune è stato completamente assente ed i commenti sulla spiaggia, sabato e domenica, sono stati, all’unisono, tutti negativi nei confronti dei un’amministrazione inadeguata, che improvvisa, che si fa rincorre dagli eventi. Tra l’altro, è stato inspiegabilmente ridotto anche il parcheggio ricavato dall’area dell’ex stazione ferroviaria. Alcuni massi in cemento limitano la sua utilizzazione. I posti in meno rispetto all’anno scorso sarebbero non meno di cento. Le uniche note positive – conclude Nicola Del Prete - sono state il concerto di Conte, a Palazzo D’Avalos, e di questo bisogna dire grazie ad Ivo Menna e il mercato della frutta della Coldiretti. Troppo poco per una città che va promuovendo il turismo in tutta Europa”.
Vasto, lì 6.7.2010 Nicola Del Prete
Coordinatore provinciale Alleanza per l’Italia
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NEWS
All'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=eSSvH8X68XU
è possibile seguire il servizio sull'evento.

Se oltre cento persone decidono di conferire senso alla propria serata rivisitando la figura di Cesare Pavese sessant’anni dopo, vuol dire che Vasto, come recita Polis, è Cultura. È accaduto giovedì presso la “Ciucculella” di Vasto Marina. Il quarto appuntamento promosso dal Laboratorio politico-culturale, dal titolo “Cesare Pavese. Il mestiere di vivere 60 anni dopo”, è stato introdotto dal sottoscritto e ha visto la partecipazione dello scrittore Gianfranco Lauretano, autore de “La traccia di Cesare Pavese” (Bur Rizzoli, 2008) e del poeta Umberto Piersanti. Il primo ha ripercorso la figura del grande romanziere attraverso le pagine dei romanzi più noti, tra i quali “La luna e i falò” e “La casa in collina”, mentre il secondo ha declamato versi da “Lavorare stanca” e dal suo “L’albero delle nebbie”, con un finale commovente dedicato al figlio Jacopo, autistico, già presente in altre raccolte poetiche.
Il prossimo incontro con “Vasto è Cultura” è previsto giovedì 22 luglio. Ospite l’On. Remo Gaspari, che parlerà della crisa della politica, della crisi di Vasto e del Vastese.
Dr. Davide D’Alessandro
Direttore di Polis
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di Giovanni Uselli
il Grillo 3 lug 2010
Sono irriverente! Confondo la lana con la seta, il giorno con la notte, l’aglio con la cipolla, prendo lucciole per lanterne e fischi per fiaschi. A proposito, venerdì pomeriggio, alla “prima” del PdL cittadino, non ci sono stati né i fischi né tantomeno è risultata essere un fiasco. Ma è capitata a distanza di qualche giorno dalla debacle della nostra nazionale di calcio ai mondiali, per cui la tentazione di fare un parallelo fra le due compagini è irresistibile. Veloce veloce: in campo si è vista la stessa squadra, quella di sempre, però più vecchia, logora. Si è assistito ad una partita senza acuti, piatta con passaggi orizzontali. Qualche tiro in porta, ma niente di che. E’ mancato l’assist vincente, la giocata geniale. Tanto pubblico ma nessuno spettacolo. Di goal neanche l’ombra. Anzi verso la fine agli ultimi minuti si è rischiato l’autorete. O forse c’è stata e non me ne sono accorto. Di chi sto scrivendo? Decidete voi. Adesso però divento serio a modo mio e scrivo il pezzo. Ricomincio.
Venerdì scorso si è tenuto il primo incontro organizzativo del Pidielle.
Lo hanno ideato, pubblicizzato e realizzato i due coordinatori cittadini del Pidielle, Sigismondi e Marcovecchio, ed è stato fortemente voluto, così si dice, dai coordinatore regionale e provinciale. Peccato che non si siano fatti vedere. Si sono persi una serata bellissima, con tanta gente bellissima, in un posto bellissimo, che sembra fatto apposta per accogliere questo tipo di manifestazione. Con locali pieni di luce, estremamente accoglienti, ambienti raffinati e terrazze con panorama mozzafiato. Tanto che la gente, a un certo punto, stava più fuori che dentro. Costume poco edificante. Tutti, poi, con due cellulari, uno all’orecchio e l’altro in mano. In queste riunioni, convegni, meeting, se non ti fai vedere che parli al telefono sei un pirla. E per esserlo ancora di più bisogna averne due. Poi scopri che con uno ti chiami e con l’altro ti parli. Scostumati. Molti dei partecipanti son venuti da fuori, a fare numero. Poi sono scomparsi. E alla cena siamo rimasti in pochi, i soliti, con famigliari al seguito, giusto per remunerare, in qualche modo l’uso esclusivo della struttura, una cinquantina di persone, quelli cui toccheranno oneri e onori. Chiaro anche a chi andranno i primi e a chi i secondi.
Inquadrato l’evento, entriamo nel merito. In tanti i erano iscritti a parlare, poi hanno parlato i soliti. Stessi attori stessa recita. Con qualche nome nuovo. Per gli altri ci sarà tempo. Cosa si è detto? Tanto o poco a seconda delle aspettative. In pillole. Sigismondi: nessuno potrà pretendere di salire sul carro dei vincitori. E certo, sul carro del Pidielle ci sono già saliti. Non solo ma pretendono di guidarlo e di indirizzarlo a tutela dei propri interessi. Giangiacomo: abbiamo commesso errori e li abbiamo pagati. Sicuro, ma se non cambiano gli interpreti si continuerà a sbagliare. Tagliente: bisogna parlare alle categorie. Mi scusi, presidente, come la categoria dei balneatori, per fare un esempio in tempo reale?
Argomenti forti, come forte è il proclama del manifesto. Personalmente lo ritengo provocatorio, fuori tempo e fuori luogo: “ Ricostruiamo Vasto “ Ricostruire che cosa? La ricostruzione la stanno facendo a L’Aquila e nei paesi colpiti e distrutti dal terremoto. A Vasto non si deve ricostruire niente. A meno che non si consideri Vasto città terremotata. In tal caso occorre fare subito un esame di coscienza per accertare chi abbia provocato il terremoto.
Negli ultimi quindici anni, la città è stata amministrata dal centro-destra, cioè da politici coi i quali oggi, in questo momento, ci salutiamo con sorrisi e strette di mano. E allora che facciamo? che diciamo? che ci accingiamo a ricostruire quello che noi stessi abbiamo contribuito a distruggere? E che lo abbiamo fatto a mezzo degli amministratori che abbiamo votato e fatto eleggere? Suvvia, non facciamoci ridere appresso. Anche se già lo stanno facendo come si può vedere su taluni siti web e fogli locali.
Né possiamo pensare che l’attuale amministrazione abbia fatto tutto questo danno perché saremmo ridicoli anche in questo caso. Infatti abbiamo sempre accusato questa amministrazione di immobilismo e di aver fatto poco e male in questi quattro anni di amministrazione. Ma questi non hanno distrutto proprio niente. Quello che c’è a vasto ha il copywright del centro destra. Di bello e di cattivo, di buono e di brutto. Mettiamocelo bene in testa ed evitiamo frasi reboanti, ridicole e prive di senso che possono tornarci indietro come boomerang. Tanto i cittadini sanno molto bene come sono andate le cose e come andranno in futuro se verranno candidate persone che hanno già dato o che, al momento, non sono all’altezza di dare risposta alle esigenze della cittadinanza.
Qui non si tratta di ricostruire. Qui si deve recuperare la fiducia dei cittadini verso un partito che è sempre stato maggioritario, ma che da tempo ha perso credibilità e voti per aver fatto scelte discutibili, anzi, per aver consentito ad altri di fare scelte, quasi mai in linea con le aspettative della popolazione. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Qui si tratta di riprendere il dialogo con la città, attraverso “tutte” le categorie, interrotto da tanto tempo a causa di spartizioni di potere, fra “poche” categorie, di guerre intestine, di divisioni che hanno cancellato il partito dalla scena politica che conta, consentendogli di identificarsi in singoli rappresentanti, ora in entrata ora in uscita, ma sempre lontani e fuori dalle necessità della maggioranza degli elettori.
Qui si tratta di ricominciare a lavorare con la città e per la città, reclutando le migliori risorse presenti in città e nel territorio, per assicurare a “tutti i cittadini” di poter vivere in una città sicura, pulita, ordinata, tranquilla. In una città dove c’è lavoro e divertimento, dove c’è scuola e culto, dove c’è solidarietà e rispetto della legge, dove c’è memoria del passato e fiducia nel futuro, nel domani. Sono questi i punti che bisogna propagandare.
Se c’è una cosa che bisogna ricostruire, beh, lasciatemelo dire, è la nostra identità politica, il nostro modo di pensare e di fare politica. E soprattutto, come farla nel Popolo della Libertà. Per Vasto. Ricostruiamo la nostra identità. Saremmo più seri e forse, nessuno ci riderebbe appresso.
Tuttavia voglio chiudere questo commento in modo positivo. L’ obiettivo di questa riunione era quello di cominciare a lavorare per dare una organizzazione cittadina al Popolo della Libertà. Così è stato. Era importante cominciare. In seguito non possiamo che migliorarci. Ma dobbiamo avere le idee chiare. Poche ma buone. E decisi a difenderle. A Vasto il Pidielle è dei vastesi. E non di altri. Chiaro il concetto?
In chiusura torno irriverente. Sono passati quattro anni dall’ultimo mondiale, addirittura vincente. Si doveva e si poteva, già da allora, cambiare tutto e ricominciare da zero. I tifosi avrebbero capito: so ragazzi……! Il Pidielle ha cambiato allenatore e vice, ma i giocatori sono sempre gli stessi. Non riescono più a segnare. E in più esprimono un gioco noioso. Gli avversari hanno capito, tutto troppo facile, scontato. Il pubblico continua a pagare il biglietto e a riempire gli stadi. Ma fino a quando? A chi mi riferisco? Decidete ancora voi.
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di DAVIDE D'ALESSANDRO

Leggendo le marce o marcette indietro pronunciate da Lapenna, Tagliente, D’Adamo e compagnia bella alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Remo Gaspari, vedendo nelle foto i tanti volti noti e meno noti di un passato che per alcuni passa anche troppo in fretta, per altri mai, mi sono commosso. Perché in quell’Aula, né sorda né grigia né rossa, c’era tutto l’arco costituzionale, dal Pci al Msi, non solo per omaggiare Gaspari, ma per dirgli: “Caro Zio Remo, hai vinto tu”. Perché non c’è dubbio che abbia vinto. Perché non c’è dubbio che i tanti che nei decenni lo hanno appeso alla croce, raccontando il gasparismo come il male assoluto, oggi rendano giustizia con la prosa e la poesia al suo operato, alla sua condotta, alla sua concretezza operativa. È stata la foto che ha segnato anche a Vasto, semmai ce ne fosse stato il bisogno, la morte di Destra e Sinistra, la morte di contenitori vuoti riempiti e cavalcati da gente in carriera. Da sabato anche i più renitenti possono sciogliere le vele. Siete liberi! Le ideologie sono morte! Il fascio, la falce e martello, i tanti garofani dispersi nell’aria, sono defunti. Adesso c’è spazio per la politica, per il confronto vero sui temi, sui progetti di rilancio per la città, senza ricorrere più alle parole vuote che hanno accompagnato e nutrito i peggiori anni della nostra vita. Ho provato un senso di liberazione. Come dalla morte. Se qualcuno dovesse continuare a prendervi in giro con le parole Destra e Sinistra, gridategli pure: “Se non la smetti, chiamo Zio Remo!”. The best in the (politic) world.
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di DAVIDE D'ALESSANDRO


In una cosa pensavo di non riuscire nella vita: a mettere d’accordo i due Peppino, Peppino Forte e Peppino Tagliente. Eppure, ci sono riuscito. Entrambi hanno colpito al di sotto della cintola, pur trovando due notevoli respingenti. Il primo, scrivendo che avrei chiesto scusa a Patrizio Lapenna, il secondo che avrei fatto marcia indietro. Entrambi, ovviamente, hanno scritto il falso, come attesta sia la nota del difensore di Lapenna, sia la nota del mio difensore, sia, ed è ciò che più conta, quanto ho scritto e dichiarato io. Nessuna scusa a nessuno. Avrebbero fatto prima a chiedere a Patrizio il motivo vero della ritirata. Io esco vincitore su tutti i fronti, a testa alta, anzi credo di aver inanellato un altro record: mi hanno ritirato la querela senza alcuna scusa, ribadendo giorno per giorno, articolo dopo articolo, che il mostro di cemento armato resta una ferita a morte per la città del Vasto, come il primo Peppino ama chiamarla pomposamente, e che nulla rinnego di quanto scritto negli ultimi anni. Lo sanno bene soprattutto i 5.132 vastesi che firmarono il documento di Polis (ahimè non firmato dai due Peppino, che dunque avevo già messo d’accordo una volta, a pensarci bene…). Ma il “busillis” che ha fatto scoppiare l’amore tra i due non è la querela Lapenna, né la scusa (falsa), né la marcia indietro (falsa). Il problema che angoscia i due, che toglie il sonno ai due, facendoli restare ben svegli e allarmati a braccetto, si chiama ALLEANZA PER VASTO, la nuova e grande storia CIVICA che stiamo scrivendo insieme ai vastesi. Hanno il terrore che l’entusiasmo crescente intorno al nostro Movimento li possa collocare a riposo anzitempo. Ma noi non vogliamo collocare a riposo nessuno. Vogliamo provare, dopo gli anni desolanti della Destra e della Sinistra, dopo gli anni dei litigi e della mediocrità che hanno fatto precipitare Vasto, a mettere in campo una politica altra, che stia lontana dai recinti e dai mostri di cemento. Vogliamo provare a RINNOVARE, senza parenti e senza giovani a sovranità limitata. Vogliamo impedire che Vasto continui a innestare la marcia indietro, sperando che i responsabili del disastro, della maggioranza come dell’opposizione (spesso finta), chiedano scusa ai cittadini vastesi.
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news
Nell'articolo che segue ho scritto che Giuseppe Forte ha forzato il titolo. Non è vero. Non l'ha forzato. L'ha falsato. E' un titolo falso. Nato morto. Come il Pd.

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di Davide D'Alessandro
Con il titolo "Davide D'Alessandro chiede scusa a Patrizio Lapenna", il sito piazzarossetti mi dedica attenzioni che non merito. Se si legge bene il testo redatto dall'Avv. Masciarelli, si evince che il sottoscritto ha espresso rammarico per l'equivoco intervenuto e che non ha mai inteso esprimere giudizi di disistima nei confronti di Patrizio Lapenna. In effetti, andando a rileggere tutti gli articoli degli ultimi anni, compreso quello che ha scatenato la querela firmata da Lapenna, ho sempre espresso valutazioni su fatti politici e mai riguardo alla persona. Questo ho detto, ho scritto e ribadito. Non ho chiesto scusa a nessuno perché a nessuno devo chiedere scusa. Se Lapenna ha ritenuto di ritirare la querela, ne sono contento perché sono molto occupato a fare altro, oltre ad avere una certa allergia verso il diritto e le aule dei tribunali, nonostante fossi assistito dall'ottima professionista, Avv. Giuseppina Di Risio. Nulla rinnego di quanto scritto negli ultimi anni. L'ex Hotel Panoramic resta un mostro di cemento armato. Senza se e senza ma. Lo hanno detto 5.132 vastesi firmando il documento di Polis. Non firmato da Giuseppe Forte, il quale resta uno che non dà tutte le notizie e, su quelle che decide di dare su di me, forza i titoli. Aspetto le sue scuse.
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