Già con il modesto Boschetti non si poteva dire “Votantonio”, ma adesso che il modesto Boschetti, dopo Villa Stanazzo, è ai domiciliari, che cosa si deve dire? CONFESSANTONIO!
| permalink | riferimento
di DAVIDE D'ALESSANDRO
Il decreto firmato da Luciano Lapenna, che assegna 24.000 euro a Gianni Oliva per il Centro Studi Rossettiani, l'hanno gradito soltanto Lapenna e Oliva. I mal di pancia dentro la maggioranza provocano forti scosse di diarrea. Ha detto un assessore:"Roba da matti! Conosco almeno cinque uomini di studio in Città che avrebbero assunto l'incarico GRATIS e persino ringraziato. Non si possono buttare via i soldi così".
Un consigliere comunale di maggioranza ha rincarato la dose:"Questo Lapenna prima lo sfiduciamo e meglio è. Del resto, così non arriveremo nemmeno al 30 novembre. Dopo il 30, con la vittoria del centrodestra, ci sarà un fuggi fuggi generale. Meglio anticipare la chiusura".
Insomma, Luciano nessuna ne pensa e cento ne fa. Il decreto a favore di Oliva ha la gravità di essere giunto a ferragosto, con decorrenza 1 agosto, senza fornire alcuna spiegazione. Luciano cerca l'unanimità su tutto, tranne che sui casi suoi...
| permalink | riferimento
di DAVIDE D'ALESSANDRO
Luciano Lapenna colpisce alla chetichella, sotto l’ombrellone agostano, assegnando per decreto a Gianni Oliva, con decorrenza 1/8/2008, 24.000 euro annuali per la direzione del Centro Studi Rossettiani. Un’urgenza senza precedenti. La qualità, dice don Nicolangelo, si paga.
Il Comune della Città del Vasto, come Peppino Forte ama chiamarla pomposamente, non è dunque allo stremo. Ci fa piacere. Però, i vastesi vorrebbero sapere presto che cosa ci darà, Gianni Oliva, in cambio dei 24.000 euro, perché al giorno d’oggi (mentre un povero cristo reclama a Luciano un tetto sotto cui riparare con moglie e quattro figli e il fratello Patrizio butta giù alberghi per costruire appartamenti vista mare) sono bei soldini.
Poi, vorrebbero sapere: perché proprio Gianni Oliva? Perché proprio 24.000 Euro? Luciano, Luciano, non è che ti bruci la mano?
| permalink | riferimento
di DAVIDE D'ALESSANDRO
Due capricciose al 4, una diavola e una birra al 2, tre margherite, una coca e una birra al 7, riservatemi il 12 per Angelo Bucciarelli e Pino Hamilton...! Mi scusi, Truocchio, ma avevo ancora nella testa l’intervista con Del Prete...
“Lei ancora perde tempo con Del Prete?”.
Anche lei ne ha perso, ma le indagini sul Festival dell’anno scorso continuano...
“Ah sì? Non mi riguardano. Io sono al mare”.
Sa chi viene quest’anno?
“No”.
Boni, Siani e Sorrentino con un po’ di dvd...
“Boni per voi”.
Non è che li ha consigliati lei?
“Vuole scherzare?”.
Insomma, lei prima dice di volermi querelare, poi non mi querela e sparisce. Da un anno non abbiamo più notizie. Un po’ ci manca...
“E continuerò a mancarvi”.
Perché non torna?
“Temo che mi trattengano”.
In che senso?
“Ma che ha capito? Che mi trattengano i tanti amici che ho a Vasto. Magari mi rivedono e non mi lasciano più partire”.
Un tavolo per lei al Signore di Graz c’è sempre...
“Non solo lì”.
Da quando lei è andato via, si sono scatenati. Russi denuncia corruzione ambientale, Rifondazione chi ricopre ruoli istituzionali per interessi personali, Lapenna è sempre più magro. Insomma, perché non torna e riporta un po’ di rigore?
“Ne parli con Lapenna. Io sono al mare e vorrei restarci”.
Buone vacanze, Truocchio.
“Buone vacanze a lei, direttore”.
Una quattro stagioni al 9, un tartufo bianco al 5....
| permalink | riferimento
NOTA
Avevamo chiesto al sindaco della Città del Vasto, come Peppino Forte ama chiamarla pomposamente, di smentire categoricamente la voce su un avviso di garanzia recapitato a un membro della sua Giunta. La voce circola da diversi giorni tra i cittadini vastesi. Non amando i veleni, avevamo chiesto chiarezza. Ma Lapenna con la chiarezza non ha nulla a che vedere. E' un sindaco nascondino. I vastesi lo hanno già tanato. Da oggi siamo in diritto di ritenere che un suo assessore abbia avuto un avviso di garanzia, perché si sta indagando sul suo operato di amministratore. Una gran brutta storia!
| permalink | riferimento
LETTERA
Gentile Direttore,
nel ringraziarti per le cortesi espressioni rivoltemi nell’articolo del 13 agosto ultimo scorso, dal titolo “Ridateci Pietrocola” ed in cui commenti il probabile dipanarsi della prossima edizione del Vasto Film Festival, mi piace inviarti alcune considerazioni e ricordi affiorati nella mia memoria.
Citi Alain Delon, Catherine Deneuve e Gerard Depardieu quali evidenti personaggi di punta che avrebbero qualificato le cinque edizioni organizzate negli anni in cui ho avuto il privilegio di servire la mia Città e i miei Concittadini quale Sindaco.
Personaggi di punta e di spicco ma i cui nomi altisonanti non possono raccontare da soli la storia di quei cinque anni di Vasto Film Festival; insieme ad essi personaggi “Secondari” che ricordando a braccio rispondono ai nomi di:
Vanessa Redgrave,
Franco Nero,
Martina Stella
Sergio Rubini,
Riccardo Scamarcio,
Stefania Sandrelli,
Silvio Muccino,
Gigi Proietti,
Diego Abatantuono,
Dino Risi
Cristian De Sica
Paolo Conticini
Manuela Arcuri
Giuliana De Sio
Claudia Koll
Stefania Rocca
il regista Louis Rodriguez
Claudio Amendola
Francesca Neri
Lunetta Savino
Valeria Golino
Gabriele Salvatores
il giovane protagonista di "Io non ho paura"
Luca Zingaretti
Luigi Locascio
Maria Sole Tognazzi
Paola Cortellesi
Marco Milani
Silvio Orlando
Giancarlo Giannini
Neri Marcorè
Laura Morante
Carlo Verdone
Barbra Boboulova
Antonio Catania
Anita Caprioli
Fabrizio Gifuni
Isabella Ferrari
Alba Parietti, ed altri che sicuramente sfuggono alla mia memoria.
Tutti intervistati da giornalisti del calibro di Piero Badaloni, Tonino Pinto, M.Grazia Capulli, Darwin Pastorin, Gigi Marzullo, oltre agli altri numerosissimi accreditati della carta stampata, intervistati nel salotto buono della città, Palazzo d’Avalos dove seguivano anteprime nazionali ricordo di Patriot con Mel Gibson, “La Mummia” ; il cortometraggio sulla guerra nella ex Iugoslavia di Vanessa Redgrave; Black Rain con Richard Gere, Sol Levante con Sean Connery, mentre in altri angoli della città si svolgevano sezioni di cinema dedicate ad autori, registi, paesi stranieri, etc, oltre allo spettacolo di varietà offerto in Piazza Lucio Valerio Pudente.
Insomma un clima che riusciva a permeare quantomeno ad ingombrare la città, a portarla su tutti i giornali e telegiornali d’Italia, ma pur sempre un Festival “Fatto in casa” con la cultura, la esperienza e quel minimo di sensibilità dei suoi abitanti, l’assessore della cultura, dirigenti funzionari e dipendenti comunali, qualche consulenza esterna e la utilizzazione imprescindibile delle professionalità cittadine quale quella di Edmondo Del Borrello, epigono di quella sparuta schiera di proprietari di sale e multisale cinematografiche (ormai tutte gestite dalle multinazionali della distribuzione) e che hanno proiettato per decenni pellicole, film, capolavori entrando di diritto a far parte della storia del cinema.
Il tutto ricordo con costi molto simili con quelli che oggi si investono per il festival (anche se l’inflazione ha sicuramente eroso un po’ delle risorse degli amministratori attuali) ed i cui rendiconti sono contenuti in termini esatti nei conti del bilancio della nostra Amministrazione comunale.
Tanto mi sentivo di voler puntualizzare a seguito del tuo articolo, gentile direttore, senza nessuna vis polemica o revancista e soprattutto senza nulla voler aggiungere e nulla poter togliere né commentare circa la XIII edizione del Vasto Film Festival, ma solo per amore di verità.
Cordiali Saluti
Filippo Pietrocola
| permalink | riferimento
NOTA
Abbiamo ancora qualche problema di manutenzione con il sito, soprattutto con il contatore, che ha smesso di camminare. Sarà per il caldo, sarà per le tante corse fatte fino ad oggi, ce ne scusiamo con amiche e amici di POLIS.
| permalink | riferimento
IL VATICANO:"FAMIGLIA CRISTIANA NON ESPRIME LA NOSTRA LINEA". CHISSA' SE PEPPINO FORTE METTERA' QUESTA NOTIZIA SU PIAZZAROSSETTI...
CITTA' DEL VATICANO Il Vaticano prende le distanze da Famiglia Cristiana e dai suoi scontri con il governo. A farsi portavoce della posizione della Santa Sede è padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, secondo cui il settimanale dei Paolini "è una testata importante della realtà cattolica, ma non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana".
"Le sue posizioni - ha aggiunto Lombardi - sono responsabilità esclusiva della sua direzione''. L'ultimo duro intervento di Famiglia Cristiana contro le scelte dell'esecutivo è di ieri, quando è stato anticipato l'editoriale di Beppe Del Colle in cui si augura che "non sia vero il sospetto" che in Italia sta rinascendo il fascismo "sotto altre forme". Un commento che ha scatenato la polemica.
Ma non è la prima volta, negli ultimi mesi, che il settimanale diretto da Don Antonio Sciortino critica le scelte della maggioranza. Prima ha attaccato la norma sulle impronte ai bambini rom ("una trovata indecente"), poi la "finta emergenza sicurezza". Senza dimenticare la dichiarazione durissima contro Berlusconi quando il premier aveva accusato i pm di essere sovversivi.
| permalink | riferimento
Comunicato stampa
L’Aquila, 14 Agosto 2008.-
E’ Ferragosto e, si dice, oggi nessuno vuol parlare o leggere di politica. Considerato che tutti, nel CentroDestra, han detto la propria, vorrei anch’io dire la mia. Tanto, oggi, nessuno se ne interesserà. E, quindi, non si fa danno.
Parrebbe probabile e verosimile la vittoria del CentroDestra nelle Regionali di Novembre. Si cerchi di non far di tutto per perderle. A mio personale parere, la coalizione deve rappresentare tutti i partiti che dichiarano di riconoscersi in essa. In questo momento così importante e delicato, occorre dare dimostrazione di serietà e maturità politica, evitare sciocchi tatticismi e riconoscere dignità ai partiti che ci vogliono stare. La popolazione è stufa di bizantinismi buoni soltanto a dare ruoli e medagliette a personaggi sgomitanti.
Ed allora:
1) il candidato alla Presidenza deve essere abruzzese, aver svolto attività politica amministrativa nella regione e, pertanto, deve essere “riconoscibile” sotto questo aspetto;
2) il listino deve essere composto da rappresentanti di tutti i partiti della coalizione, senza far uso del bilancino ed i posti di sicura elezione non devono servire a “salvare” chi sa di non aver voti sufficienti per essere eletto nella quota proporzionale;
3) il progetto di Esecutivo futuro deve vedere la partecipazione dei rappresentanti, con esperienza, di tutti i partiti della coalizione elettorale;
4) i temi di confronto elettorale non devono aver fulcro lo scandalismo derivante dalle indagini giudiziarie (la Magistratura non può determinare le cose della Politica) ma la dimostrata incapacità amministrativa del CentroSinistra;
5) i candidati non devono mai aver subito condanne penali;
6) il Programma deve avere dignità di reale guida della politica amministrativa regionale e deve essere stilato, nei suoi contenuti, da chi ha vera esperienza istituzionale abruzzese;
7) il primo impegno programmatico deve essere quello di un nuovo Quadro di Riferimento regionale e di un nuovo Piano di sviluppo territoriale.
Si cerchi di comporre, in definitiva, una classe politica ed una strategia amministrativa che abbiano la dignità agognata da una popolazione fin troppo disillusa, amareggiata ed ormai troppo lontana da qualsivoglia processo partecipativo di politica regionale.
Massimo Desiati
Consigliere regionale
| permalink | riferimento
di Raffaele Iannuzzi
Ragionpolitica 13 ago 08
Umberto Eco è un replicante di se stesso. Recita a soggetto: il suo. Da tempo immemore, ormai. Nell'ultima Bustina di Minerva (la rubrica che egli cura settimanalmente sull'Espresso) osserva con dotto cipiglio: «Come negli anni '40, ci sono fascisti al governo. Non solo loro, non più esattamente fascisti, ma che importa, si sa che la storia si dà una prima volta in forma di tragedia e una seconda in forma di farsa». Ipse dixit. Niente di nuovo sotto il sole: Eco è sempre il solito pseudo-guru risentito, ma è anche la cartina di tornasole dei problemi del Partito Democratico.
Letta insiste sul superamento dell'antiberlusconismo teologico, mentre Eco & Co. (ovvero: Scalfari, Flores d'Arcais, Moretti e compagnia cantante) sputano su qualsiasi idea di politica decente, su chiunque si avvicini alla destra - l'ultimo è non certo un cuor di leone, Giuliano Amato, ma tant'è: tutto si fa per la Causa. La tesi di Parisi è ancora oggi tutta in piedi: o congresso o morte. In ogni caso, radicale mutamento dello status quo. Costi quello che costi. Non basterà, però, neanche il congresso, a questo punto.
L'Italia è vulnerata spiritualmente da questi signori delle cattedre, incartapecoriti e fintamente filo-meritocratici, corporativistici prima di tutto nella testa: auctoritas, non veritas, facit legem. Right or wrong, it's my country. No, non la nazione che noi tutti conosciamo, l'Italia, ma la nazione ideologica in cui domina incontrastato il risentimento, l'avversario più pervicace dell'analisi obiettiva e delle soluzioni politiche. La realtà, per Eco & Co., è sempre occasione di memoria nera, infausta, ricordi d'infanzia, ovviamente i migliori, i meglio custoditi, i più sapidi, al pari delle memorie dei numi tutelari: la Repubblica italiana è lo scrigno di questi personalissimi gioielli memorialistici, il luogo dell'amarcord permanente dei soliti noti.
La questione, dunque, non è più meramente politica. Magari lo fosse. Si tratta di un gigantesco caso di distorsione cognitiva, che recupera i detriti ideologici per bombardare ad alzo zero qualsiasi germe di cambiamento. Non potrà mai darsi, in questa jungla del luogocomunismo, nessuna novità, nessuna verità altra dal De Veritate già scritto dalla Casta dei Penati italioti. Nada de nada. Il nulla. Nichilismo puro. La lingua, per costoro, è quel che disse, un giorno infausto, Roland Barthes: sempre fascista. La lingua degli altri. Ovviamente. E sulle ragioni altrui, loro, calano, poi, un pietoso velo. Rosso. Di rabbia.
| permalink | riferimento
IN ITALIA NON RINASCE IL FASCISMO MA, CON FAMIGLIA CRISTIANA, RISCHIANO DI NASCERE SEMPRE MENO CATTOLICI. E CRISTIANI...
di DAVIDE D'ALESSANDROC'era una volta Famiglia Cristiana, il giornale di tutte le famiglie cristiane d'Italia. Sono stato abbonato per diversi anni, oggi non più.
La visione politica che ispira gli editoriali, soprattutto di Beppe Del Colle, è apertamente di centrosinistra. Fin qui, nulla di male. Ritenere, però, ogni qual volta che Silvio Berlusconi diventa Presidente del Consiglio, il fascismo alle porte è una tiritera che non fa onore a persone intelligenti.
Silvio Berlusconi è stato Presidente del Consiglio per circa un anno, nel 1994. Lo è stato di nuovo, per cinque anni, dal 2001 al 2006. Sempre in compagnia della Lega e di An. Lo è di nuovo da pochi mesi e persino Newsweek ne ha appena elogiati i primi 100 giorni.
Dov'è il rischio di un ritorno al fascismo? Dove lo vede, Famiglia Cristiana, il fascismo?
Cerchi, piuttosto, di liberarci dal cattocomunismo, due termini che non possono stare bene insieme, anche se c'è chi si ostina, da decenni, a tenerli insieme.
Famiglia Cristiana ha avuto un crollo di vendite, ha snaturato la sua fisionomia, ha perso molto del sacro per aprirsi al profano.
Ci dispiacerebbe se, per colpa sua, nascessero sempre meno cattolici. E cristiani.
| permalink | riferimento
di DAVIDE D'ALESSANDRO
"Il primo segnale lo dobbiamo dare nelle imminenti elezioni regionali. Le candidature debbono passare attraverso le primarie, che ci permettono di riannodare i fili spezzati con il nostro elettorato e più in generale con l'opinione pubblica abruzzese. Con esse lanciamo un messaggio ai cittadini. Abbiamo sbagliato. Vi chiediamo scusa. D'ora in poi, sarete voi i protagonisti perché i candidati sarete voi a sceglierli".
Pensate che queste righe siano state scritte da POLIS? No, nel senso che POLIS le ha scritte più volte nell'ultimo anno e mezzo. Questa mattina, però, le ha scritte anche Antonio Franchi, già senatore, in una bella lettera pubblicata su "Il Centro".
Meditate gente, meditate! E VOTATE!
| permalink | riferimento
Indietro Altre notizie



Categorie




