
“Non va!” esclama il telecronista Sandro Piccinini quando la palla non centra l’obiettivo, quando l’attaccante sfiora il gol, quando sembrava fatta invece no. “Non va!” neanche il Pdl, dopo il Pd, sovrastato dalle inchieste e da una lotta interna senza esclusione di colpi. Sullo sfondo l’Italia e gli italiani restano prigionieri di un vuoto, di un’assenza, di un niente. Prigionieri di promesse mai mantenute, di partiti mai nati, di rivoluzioni disattese, di Istituzioni logore, antiquate, destinate al collasso. Se Dell’Utri non risponde ai Pm, se Verdini si sente al centro di un accanimento mediatico, se i finiani litigano con i berlusconiani, poco conta. Sono cose viste e udite tante volte. Conta il disagio, di più lo smarrimento del cittadino che ha perso la speranza, del cittadino che non trova la risposta, né di qua né di là, alle domande urgenti che la vita quotidianamente gli sottopone. Domande di lavoro, di come farcela a sbarcare il lunario, domande di incertezze perenni, sul presente e sul futuro, domande di politica, di servizio pubblico, di guida, di gestione del territorio. Domande di salute, di sicurezza, di paure. Se il Presidente Napolitano è indignato per “la corruzione e per le squallide consorterie politiche”, il cittadino è portato alla disaffezione, a restituire i certificati elettorali, a non credere più. E se il cittadino non crede più, sparisce la politica e, con la politica, la comunità e, con la comunità, il Paese, anche la sola idea di Paese. Se Saviano tira da una parte e la Lega dall’altra, scompare la misura, la possibilità di con-dividere un pezzetto di terra, questo punto insignificante, eppure così tanto rumoroso e diviso, che rappresentiamo nel globo terrestre. È un tempo complicato, mediocre, mosso da interesse individualistico. Così proprio “non va!”.
| permalink | riferimento
di Davide D’Alessandro
Luciano Lapenna, dopo quattro anni e quattro Giunte, ha fatto una scoperta. Ha capito che la gente vuole stare insieme e trovare occasioni di svago, soprattutto d’estate. Ha capito che se ricopi alla meno peggio una “Notte bianca”, come si fa in ogni anfratto d’Italia, puoi mettere insieme diverse migliaia di persone e creare un movimento che scuota una città addormentata, al suo minimo storico di presenze turistiche. Vasto, a pochi giorni dalla fine di luglio, è clamorosamente vuota. La “Notte bianca” è un episodio che serve a indicare una rotta, a programmare una stagione turistica, la prossima, di rilancio, a capire che le risorse finanziare orientate al turismo devono rappresentare la prima voce del bilancio, staccando di gran lunga tutte le altre. Vasto, da giugno a settembre, deve vivere giorni bianchi e notti bianche, dev’essere luogo di attrazione, deve accogliere e non respingere, deve diventare terra in grado di sconvolgere chi arriva, di farla restare, perché sono tante le possibilità creative della nostra terra, in attesa di strutture che vanno pensate e realizzate in fretta. Prima della grande crisi economica, quando Berta filava, i turisti riempivano Vasto come riempivano tutte le località; ora, in piena crisi, l’utente è estremamente selettivo ed esigente; se hai poco da offrire, si reca altrove e più non torna. Ben venga la “Notte bianca” ma, da sola, non ha la forza per salvarti dalla decadenza. Occorre un piano strategico di rilancio, occorre destinare i soldini dove servono e non sperperarli per mille, inutili, rivoli. Occorre, sia detto con chiarezza, un’altra Amministrazione che impieghi ore e non anni a capire la vocazione e il destino della nostra amata città.
| permalink | riferimento
di DAVIDE D'ALESSANDRO

Non vorrei farla troppo lunga (so che lui non gradirebbe), ma quando ho saputo della morte di Luigi De Marchi (nella foto alla sn. di Musatti) ho pensato alla libertà. Perché Luigi prima ancora di essere psicologo, politologo e saggista di valore, è stato un uomo libero, autenticamente libero. Fin dal primo incontro, nella sua casa romana di via Moroni, alle tante telefonate, mi ha sempre parlato della libertà. Di noi, diceva, che siamo liberi e la paghiamo quotidianamente la nostra libertà, e di loro, che non lo sono, che non vogliono esserlo, eppure ce la invidiano, ce la rimproverano. Era un solista, Luigi, come recita il titolo di uno dei suoi libri. Voleva scrivermi due righe di dedica, ogni volta, forse per lasciare un segno, quando non un richiamo o una speranza. Aveva capito, prima di tanti altri, che il cancro annidato dentro il paese nomato Italia, è la distanza siderale tra produttori e burocrati, tra chi produce, anche pensiero, e chi fa finta, con uno Stato perennemente schierato con i secondi. Di Rivoluzione Liberale parlava Luigi De Marchi quando Berlusconi portava ancora i calzoni corti, quella Rivoluzione tante volte promessa, dal lontano 1993, e mai mantenuta. Gli uomini come De Marchi se ne vanno, ma i problemi restano. Restano perché quegli uomini li hanno pensati, sollevati, dedicandoci la vita. Toccava e tocca ad altri risolverli. Ma le buone battaglie, se sono state combattute con passione, non sono mai state perdute. Non ha perso De Marchi. È questo Paese che continua a perdere e non lo sa. O fa finta di non saperlo. Un paese di coristi e di direttori d’orchestra. Da ieri con un solista in meno. Uno degli ultimi rimasti.
| permalink | riferimento
Tratto da vastoweb.com
di Michele D'Annunzio
VASTO - Non è stato solo un amarcord. All'appuntamento con Vasto è cultura, la manifestazione organizzata da Davide D'Alessandro, Remo Gaspari ha parlato della situazione attuale e del futuro della città e dell'Abruzzo. Tema caldo: la sanità, col taglio di 70 posti letto all'ospedale di Vasto. "Il vero guaio della sanità sono state le ruberie", ha detto tra le altre cose l'ex ministro, intervistato da D'Alessandro nella serata alla Ciucculella di Vasto Marina, dove si sono visti Nicola Del Prete e molti attivisti di Alleanza per Vasto e Alleanza per l'Italia, ma anche esponenti del centrodestra, come Antonio Prospero e Nicola Soria, e il consigliere regionale dell'Udc, Antonio Menna. "Oggi - ha polemizzato Gaspari - i soldi vengono investiti per ottenere voti. E non per il benessere della collettività". E su Vasto: "Questa è la spiaggia più bella dell'Adriatico, ma manca un progetto di futuro come quello di Rimini. Quando ero ministro, vidi in Catalogna un parco tematico: era un parco acquatico. Dissi ai dirigenti della Dc: Facciamolo anche a Vasto. E feci arrivare i 17 miliardi di lire necessari".
| permalink | riferimento
CRISI DELLA POLITICA E DECLINO DELL'ABRUZZO: L'ANALISI DELL'EX MINISTRO REMO GASPARI SU UNO SCENARIO SEMPRE PIù PREOCCUPANTE
Tratto da histonium.netFresco di cittadinanza onoraria, quella conferitagli lo scorso 3 luglio in Consiglio comunale, Remo Gaspari è tornato a Vasto, ospite dell'iniziativa "Vasto è Cultura", organizzata a 'La Ciucculella' dal laboraorio politico-culturale 'Polis' diretto da Davide D'Alessandro.
Sollecitato dallo stesso D'Alessandro, l'ex ministro ha detto la sua sul tema della serata, 'La crisi della politica', esprimendosi, in particolare, sul declino dell'Abruzzo registrato in questi ultimi anni. La lucidità e la grande memoria sempre colpiscono. Gaspari parla con fervore, ma anche con ironia e il suo, spesso, è un riso amaro considerando un Abruzzo che non produce più ricchezza da almeno dieci anni e che è agli ultimi posti per produttività. Una marcia indietro ed una crisi che non hanno precedenti anche per effetto di magagne, sperperi ed errori ed ingordigia di una classe politica incapace. Tra i temi trattati quello della sanità, dello spopolamento dell'entroterra e del turismo, risorsa sulla quale puntare con convinzione, anche a Vasto, per cercare di ridare leva allo sviluppo. E a proposito di turismo ha ricordato l'impegno per la realizzazione del parco Aqualand e della poca competitività di Vasto ("spiaggia più bella d'Abruzzo") a livello di servizi in riferimento, ad esempio, alle località più note e frequentate della riviera romagnola.
Tra i presenti, ad ascoltarlo, l'ex sindaco e consigliere regionale Antonio Prospero, il consigliere regionale Antonio Menna e l'ex vice sindaco ed assessore Nicola Del Prete.
| permalink | riferimento
di Davide D’Alessandro
In un anno il 6,3% in meno di lavoratori giovani. Diminuisce del 2,5% anche l’occupazione di immigrati. In difficoltà i nuclei con il capofamiglia impiegato in fabbrica. Il loro tasso di povertà è aumentato dell’1%. Le cause: i licenziamenti delle piccole imprese al Sud e al Centro, la riduzione del reddito dovuta alla Cig al Nord. Oltre 1 milione 700mila i bambini nella morsa dell’indigenza. Fanno parte di famiglie numerose, che hanno le maggiori difficoltà ad uscire dalla soglia di povertà. I piccoli costretti sotto un tetto indecente. I genitori accumulano debiti e non riescono a garantire i beni essenziali. I non autosufficienti in Italia sono 2,6 milioni. Una famiglia su dieci ha in casa un anziano o un disabile, un numero che crescerà esponenzialmente in futuro. Sono alcuni dei dati forniti dalla Commissione d’indagine sull’esclusione sociale e commentati ieri dal quotidiano “Avvenire”. Dati da brivido, soprattutto se consideriamo l’assenza di una guida, l’assenza di una politica impegnata in altre questioni. La grave crisi economica, che ha colpito l’intero continente europeo, anche da noi aggredisce le famiglie numerose, gli operai e i giovani. Ma mentre queste categorie soffrono e altre stanno per essere attratte nella spirale della miseria, noi discettiamo su Pd e Pdl, sulle intercettazioni, sulle lotte intestine tra galletti, sulla laurea della figlia di Berlusconi. “L’Italia finisce, ecco quel che resta” non è soltanto il titolo di un libro di Giuseppe Prezzolini. È una realtà amara che dovrebbe sconvolgere il nostro modo di pensare e di agire, il nostro modo di essere. Il nostro modo di fare politica. Tocca alla politica dare le risposte. Se riuscisse a porsi almeno le domande.
| permalink | riferimento
tratto da vastoweb.com
VASTO - No alla ricandidatura di Luciano Lapenna a sindaco di Vasto. No alla candidatura di segretari di partito. E prima delle elezioni si dichiarino i nomi degli assessori che comporranno la Giunta in caso di vittoria. Sono le condizioni che il Psi pone per partecipare a una futura coalizione di centrosinistra che si presenterà alle elezioni 2011. E propone le primarie delle idee, cioè "primarie che, sulla base di una proposta che formalizzeremo, riescano a individuare le 5 macroaree di proposte che devono rappresentare la base di un'alleanza programmatica e il vincolo per il candidato sindaco che verrà prescelto". Questa la posizione che la Rosa esprime in una nota ufficiale della sezione di Vasto. "Apprezziamo - affermano i socialisti - la vivacità della discussione che su alcuni siti e blog vastesi si è generata in rapporto alle possibili e future alleanze non solo in conseguenza della indicazione dell’Idv, ma anche in rapporto alla formalizzazione della nascita dell’ApI a Vasto, delle iniziative di VastoViva e di Alleanza per Vasto di Davide D’Alessandro. Osserviamo i contorcimenti dentro il Pd e le prese di posizione, le opinioni di singoli esponenti del Pd stesso. Noi siamo interessati, in primis, ad una discussione sulle idee e proposte per il 2011" E sul candidato sindaco "esprimiamo sin da ora 3 vincoli: il primo riguarda la nostra contrarietà a candidare segretari o coordinatori di partito; il secondo è la nostra contrarietà ad una ricandidatura dell’attuale sindaco; la terza è che si dichiari la composizione, con nomi e cognomi, della Giunta che si vuole propore per il governo cittadino".
| permalink | riferimento
di DAVIDE D'ALESSANDRO

La disoccupazione dei figli è tripla rispetto a quella dei padri. Non lo dice “Alleanza per Vasto”, ma il Cnel con il suo “Rapporto sul mercato del lavoro 2009-2010”. Il pil del Mezzogiorno scende più di quello nazionale e la disparità con il Nord rischia di diventare socialmente incolmabile. Non lo dice “Alleanza per Vasto”, ma lo Svimez. Continuano, per dirla con Battisti, le discese ardite della nostra povera Italia, mentre le risalite saranno durissime se e quando arriveranno. Di fronte a dati impietosi che evidenziano il declino inarrestabile del Paese, la classe politica discute da mesi sulle intercettazioni, sui rapporti di potere tra Fini e Berlusconi, Lo psichiatra Vittorino Andreoli, quello con i capelli tutti per aria, quello che pensi sia il folle e non il medico di fama che è, in un articolo sul “Corriere”, dedicato a una società al minimo, ha scritto: “È come se in un reparto di rianimazione, per un paziente in serio pericolo di vita, con la respirazione artificiale, si chiedesse un odontoiatra per trattare il secondo molare di destra cariato o come se di fronte ad un moribondo sulla strada ci si preoccupasse del suo colesterolo fuori norma”. Ecco, il Paese sta morendo e noi discutiamo di colesterolo. La stessa sensazione che abbiamo a Vasto, una città in caduta verticale da anni, dove manca un sussulto, una spinta, un progetto per invertire la rotta e cominciare la risalita, dove ci apprestiamo a vivere una notte bianca inventata all’ultimo momento, mentre la notte rischia di essere infinita. Per noi e per i figli, per i quali è già domani. Senza domani.
| permalink | riferimento
NEWS
Sabato 24 luglio nell’ambito della Notte Bianca, oltre ai momenti di intrattenimento musicale e cabarettistico, che faranno divertire tutte le fasce d’età, sarà anche l’occasione per poter partecipare ad eventi collaterali legati alla solidarietà.
L’Associazione Un Buco nel tetto, nato essenzialmente come gruppo di preghiera e per attività solidali, allestirà a Piazza Rossetti un gazebo dove si potranno acquistare a prezzi modici, prodotti messi a disposizioni da varie ditte locali qualidolci tipici, vini D.O.C., Olii aromatici, miele di vari tipi e deliziose marmellate.
Il ricavato della vendita servirà per le aiutare le Case Famiglia presenti a Vasto e per la riqualificazione della Cappella dell’Ospedale Civile “S. Pio” di Vasto.
Per qualsiasi informazione si può visitare la community su Facebook digitanto “Un buco nel tetto”, oppure rivolgersi direttamente al gazebo presente a Piazza Rossetti sabato 24 luglio, perché come ricorda Luciana Salvatorelli, presidente dell’Associazione “Basta poco per donare tanto”.
| permalink | riferimento
'VASTO è CULTURA': INCONTRO SULLA 'CRISI DELLA POLITICA' CON LA PRESENZA DELL'EX MINISTRO REMO GASPARI
tratto da histonium.net
Il nuovo appuntamento, il quinto, dell'iniziativa "Vasto è Cultura", proposta dal laboratorio politico-culturale 'Polis' diretto da Davide D'Alessandro, vede protagonista domani sera, giovedì 22 luglio a partire dalle ore 20.30, l'onorevole Remo Gaspari, fresco di cittadinanza onoraria vastese, nell'incontro dal titolo “La crisi della politica”.
"L’ex ministro - dice D'Alessandro - ha appena compiuto 89 anni. Sarà l’occasione per tracciare un bilancio di uno straordinario impegno a favore della nostra regione e del nostro territorio in particolare, ma anche per ragionare intorno agli ultimi vent’anni della politica nazionale, per capire i motivi di una transizione a parole, di una Seconda Repubblica mai nata, di partiti che non mantengono ciò che promettono, di una disaffezione ormai cronica del cittadino nei suoi riguardi. Sarà l’occasione per guardare al futuro, alla politica che verrà, senza trascurare gli esempi del passato".
Stefano Maresca
| permalink | riferimento
di DAVIDE D'ALESSANDRO

Mi scrive la signora Carla: “Caro D’Alessandro, non c’è un solo vastese che sia contento degli ultimi nove anni di amministrazione comunale. Perché i politici responsabili, in vario modo, degli ultimi nove anni non vogliono capirlo? Occorre davvero un grande cambiamento. Io non so se voi di Alleanza per Vasto riuscirete a darcelo, ma non vedo altro, per ora, all’orizzonte. Andate avanti. Nel mio piccolo, tre voti, vi sosterrò”. Saranno quei tre voti, cara signora, a farci vincere. Nel senso che sommati agli altri decreteranno la fine degli ultimi nove anni, dieci nel 2011, e sanciranno una nuova prospettiva per la politica vastese. Non perché siamo più bravi, non perché abbiamo ricette magiche, ma perché abbiamo compreso, prima di altri, che occorre rompere la spirale della solita classe. A Vasto, come a Roma, i politici sono interessati a stare in classe, dove per cinque anni il capoclasse lo fa uno che si dichiara di Destra e per altri cinque uno che si dichiara di Sinistra. Scrivo si dichiara, perché la Sinistra e la Destra, quelle vere, sono state archiviate da tempo. Ci ha pensato la Storia a farle tacere per sempre. Lei pensa che Bersani sia di Sinistra? E Berlusconi di Destra? Lapenna di Sinistra e Tagliente di Destra? Solo Forte ha superato se stesso, presentandosi al Congresso dell’Idv con le testuali parole: “Noi di Sinistra…”. E non aveva affatto bevuto! Era molto sobrio e lucido, anche se il caldo avrà fatto la sua parte. La verità è che dobbiamo formare nuove classi, con nuovi alunni e nuovi capoclasse. Questi signori, da decenni e non da dieci anni, sfruttano rendite di posizione, una stanchezza cronica del cittadino, la disaffezione politica in clamoroso aumento. Si ripropongono sempre loro e non possono che essere eletti sempre loro. Alleanza per Vasto darà la possibilità ai vastesi di eleggere una nuova classe per scrivere insieme una nuova e grande storia CIVICA. Senza la finta Destra, senza la finta Sinistra.
| permalink | riferimento
di NICOLA DEL PRETE
Lasciamo da parte per un momento la politica. Parliamo di quello che la gente vede, delle riflessioni che fa e, soprattutto, delle cause che innescano alcuni meccanismi preoccupanti. Ci avviciniamo alla fine di luglio. E’ il periodo in cui, in estate, Vasto comincia a brulicare di turisti. Quest’anno non è così. La morsa della crisi economica si fa sentire, ma non può giustificare l’evidente calo di presenze che, più di altri, registrano quotidianamente i pubblici esercizi, i ristoranti, le pizzerie, le attività commerciali. La sera, in piazza, ci sono i soliti volti, le facce dei vastesi che escono a prendere un gelato, a mangiare una pizza, a fare una passeggiata. I turisti sono una minoranza. Se ne vedono alla Marina, ma quei bagni di folla di qualche decennio addietro sono solo un lontano, piacevole ricordo. Il segno meno su arrivi e presenze, insomma, tocca anche la nostra città, considerata fino allo scorso anno, una delle poche realtà turistiche balneari abruzzesi che vantava un trand positivo. Da ex assessore al turismo, dal 2006 alla stagione 2008 compresa, lanciai più volte un segnale di allarme: investiamo poco per questo settore, ripetevo in continuazione. La mia non era una provocazione, nè vuole essere, oggi, una polemica da cui non verrebbe fuori alcun vincitore. Le colpe non sono solo di Lapenna. Le cause del declino partono dalla mancanza di un ruolo specifico, chiaro, che nessuna amministrazione ha inteso dare alla nostra città. Già, perchè investire sul turismo non significa mettere una posta economica di 200 mila euro in più sulle manifestazione estive; significa, invece, programmare l’azione amministrativa in funzione di nuovi e funzionali servizi al settore, di certezze nei confronti dei turisti; investire sul turismo significa soprattutto progettare e realizzare strutture che aprano nuovi scenari sia in termini occupazionali che in termini di qualità e concorrenza. Investire sul turismo significa programmazione urbanistica della costa per un turismo che poggi su servizi di qualità e, al tempo stesso, imponendo uno stop vero, serio, all’occupazione di altro territorio per insediamenti abitativi. In una parola è tempo di decidere che il ruolo funzionale e strutturale che Vasto deve svolgere negli anni futuri è di centro turistico interregionale, dove la qualità dell’ospitalità deve essere il primo obiettivo che gli attori economici del turismo e lo stesso ente comune dovranno porsi prioritariamente. Il centro cittadino non è curato a dovere, tante piccole cose non funzionano: dagli orari degli autobus, all’acqua che va via, alle fioriere senza fiori, al lezzo che si sprigiona dai tombini durante le passeggiate panoramiche, alla cattiva abitudine dei vandali di deturpare con le scritte i posti più caratteristici della città. Sono anche questi segni di una rilassatezza che non mi piace. Lapenna fa quello che può, si è trasformato da sindaco a ragioniere, ma per dare un ruolo a Vasto c’è bisogno di altro. Senza polemiche, lavorando e disegnando la Vasto che vogliamo.
| permalink | riferimento
Indietro Altre notizie



Categorie




