Convinto che sia importante parlare di me, anche male, non pensavo di meritare persino l’attenzione di Elio Bitritto, spero non per conto terzi. Un pezzo duro, quello di sabato scorso su “il Grillo”, con attacchi personali al di sotto della cintola, dove però trova, a suo danno, due corposi respingenti. Ha paura di morire, Elio Bitritto, insieme alla Destra e alla Sinistra, i due ubriachi del secolo scorso che si reggono a stento mentre il mondo va altrove. Ha paura di “Alleanza per Vasto”, Elio Bitritto, perché sa che dove comincia la nuova e grande storia CIVICA, lui finisce, insieme ai finti camerati e compagni di cordata. Parla di due scatole vuote, Bitritto. Di un Pd mai nato e di un Pdl corrotto, dalla testa ai piedi, inservibile ormai per la rivoluzione liberale tanto attesa, tanto promessa e mai arrivata. Ha paura della Madonna, Bitritto, perché rispetto al partito parentale e dei giovani a sovranità limitata, Alessandra ha il volto fresco della fierezza e dell’autonomia, il volto della rigenerazione politica. Bitritto, mentre ricorda mal(destra)mente che ho confidato in Peppino Forte (in realtà chiesi la convocazione, mai ottenuta ma ancora attuale, di un Consiglio Comunale Straordinario sulla Sicurezza), che ho sostenuto Luciano Lapenna, dimentica che ho fatto altrettanto con Luciano D’Alfonso alle primarie e con Giuseppe Tagliente alla Regione, ritenendo che fosse ancora un ottimo rappresentante della nostra città. Ho sostenuto gli uomini, apertamente, senza guardare le tessere e le appartenenze. E mai per conto terzi. Hanno vinto tutti. Evidentemente, porto fortuna. Li ho appena sfiorati e hanno vinto. Forse Bitritto ha paura che possa vincere anche Del Prete… Poi, gli uomini talvolta deludono, ma soltanto Lapenna ha deluso. Non ho mai scritto una lettera a Peppino Forte perché mi appoggiasse al ballottaggio, come fece Tagliente nel 2006. Forte la cestinò. Come cestino io l’articolo di Bitritto, facendo finta di non averlo mai letto. La paura che desta “Alleanza per Vasto” fa novanta. Destra e Sinistra, ancora una volta unite, vogliono impedirne l’affermazione. Ma ApV si è già affermata nel cuore dei vastesi, di chi vuole un cambiamento radicale, autentico, profondo della classe politica locale, di chi non crede più alle tante sigle di partito che si sono succedute, a Destra e a Sinistra, nell’ultimo ventennio per prendere in giro milioni di italiani. Come mutare sempre d’abito, il più nuovo possibile, tenendo la mutanda perennemente sporca. Ma la puzza, a Destra e a Sinistra, è divenuta insopportabile. Va cambiata immediatamente.
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la vignetta di Altan

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tratto da vastoweb.com

VASTO - L'Idv si smarca e annuncia che proporrà un proprio candidato al tavolo del centrosinistra, senza accettare imposizioni dal Pd. Una mossa che fa ricevere al partito di Antonio Di Pietro i corteggiamenti di Alleanza per Vasto e dei Verdi. Davide D'Alessandro, coordinatore di ApV, propone ai dipietristi di costituire un terzo polo, alternativo al centrosinistra ufficiale che amministra la città, ma anche al centrodestra: commentando il congresso cittadino dell'Italia dei valori, D'Alessandro evidenzia che i dipietristi "ritengono che il candidato Lapenna alle elezioni del 2011 sia perdente, non più spendibile per una aspra competizione contro la destra. Ritengono anche l’impossibilità, per Vasto, di riproporre quest’ultima al governo della città, dopo gli anni della litigiosità, per la verità mai terminata, al suo interno. Con queste premesse, noi di Alleanza per Vasto crediamo che si possa, anche con l’Idv, non avendo preclusioni verso alcuna tessera ed alcuna appartenenza, aprire un tavolo di confronto e di programmazione, per scrivere insieme una nuova e grande storia civica, l’unica in grado di impedire l’implosione del buono che resta nel centrosinistra e il ritorno di una certa destra".
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NEWS
Caro Direttore sabato sera abbiamo deciso con gli amici di passare qualche ora di svago a Vasto Marina dopo una settimana di lavoro.Nell'area ceduta in comodato d'uso dalle ferrovie anche se molto affollato dopo un po' ho trovato il parcheggio e abbiamo incominciato la passeggiata.Vasto Marina e' molto frequentata in questo periodo e ho notato subito la presenza di forze dell'ordine in mezzo alla gente sia di Polizia che di Carabinieri .Per tutte quelle persone presenti in questi giorni e di tante etnie e' un segnale positivo che rende piu' sicura la passeggiata e allontana le tante teste calde che purtroppo ultimamente causano danni e disagi.Ieri sera mi ha colpito un mendicante che chiedeva l'elemosina . Aveva un bambino in braccio e un tabellino con cui cercava qualche spicciolo per acquistare il latte.E' triste pensare che oggi la nostra societa' non sia in grado di dare un assistenza a chi ha bisogno.E' triste pensare che facilmente i bambini che crescono in un ambiente cosi' degradato entreranno nel mondo della criminalita'.In altre nazioni ...poche per la verita' questo non sarebbe possibile.Tempo fa ho letto che la Marina Militare per non far fermare i cantieri navali che hanno poco lavoro per via della crisi hanno ordinato delle navi nuove di zecca cosi' non ci saranno licenziamenti.Ma se da un lato lo Stato e' capace di dare lavoro e creare ricchezza e poi giusto che bambini siano usati da padri per poter facilmente far aprire le coscienze e i portafogli dei passanti?Io dico che se gli ambulanti danno con la loro arte o il loro lavoro un modo per conoscere e acquistare ad esempio un quadro fatto con bombolette spray non ritengo accettabile la presenza di mendicanti.Le amministrazioni devono aiutare queste persone e fare in modo che si reinseriscano nel mondo del lavoro e in ogni caso vedere mendicare con l'ausilio di bambini e da perseguire.Siamo arrivati ai negozi in legno comunali e tra libri usati e Icone religiose ho visto tante persone incuriosite dalle tante merci in vendita per tutte le tasche.La serata insomma e' filata via in un batter d'occhio ed e' continuata fino ad arrivare alla Sirenetta .Ho visto i rubinetti sigillati e le docce rese inutilizzabili una volta erano perennamente aperti con uno spreco di preziosa acqua,adesso sono chiusi completamente. A Vasto e' il caso di dire che per le docce e le fontanelle non abbiamo vie di mezzo? Molti poi lasciano sulle panchine bottigliette vuote e bicchieri sporchi anche se ci sono i contenitori per i rifiuti nelle vicinanze.Vorrei vedere se questi ragazzi a casa loro si comportano uguale perso proprio di no.Tanto qualcuno che pulisce c'e' quindi perche' preoccuparsi?La passeggiata e' stata allietata verso mezzanotte dai fuochi pirotecnici del Ferroluglio che ho sentito piu' che visto per andare a prendere la macchina prima degli altri.Il problema e' stato uscire dal parcheggio che e' quasi completamente al buio.Non ci sono lampioni ,c'e' pochissima luce ed e' solo grazie ai fari abbaglianti della mia auto che sono riuscito a districarmi tra le centinaia di auto parcheggiate e guadagnare l'uscita.Ci sono strade di campagna e strade isolatissime illuminate a giorno, ma poi in un luogo quale e' il parcheggio di Vasto Marina non c'e' luce e' buio pesto. Va bene le docce chiuse per risparmiare l'acqua ,ma riparmiare pure sulla luce dove e' indispensabile mi sembra un po' eccessivo.Ma nessun amministratore comunale va a parcheggiare a Vasto Marina nel parcheggio in comodato?E se la risposta e' si perche' non si e' attivato per far illuminare l'area in modo soddisfacente?
Cordiali Saluti da Davide Delle Donne P.S. C'e' stata un interruzione di corrente di tutta Vasto Marina ed e' durata una decina di minuti...forse troppa aria condizionata accesa.
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COMUNICATO
Ai rappresentanti dell’IdV di Vasto, che sabato scorso hanno celebrato il congresso cittadino, ho ricordato, nel mio breve intervento, che la loro analisi di questi quattro anni di Amministrazione Lapenna è nota a tutti e, forse, è anche la più obiettiva, perché ne sono ancora parte, perché non hanno mai lavorato per sfasciare. Però, sono delusi, amareggiati. Ritengono che la stessa avrebbe potuto fare molto di più in tutti i settori. Ritengono che il candidato Lapenna alle elezioni del 2011 sia perdente, non più spendibile per una aspra competizione contro la Destra. Ritengono anche l’impossibilità, per Vasto, di riproporre quest’ultima al governo della città, dopo gli anni della litigiosità, per la verità mai terminata, al suo interno. Con queste premesse, noi di “Alleanza per Vasto” crediamo che si possa, anche con l’Idv, non avendo preclusioni verso alcuna tessera ed alcuna appartenenza, aprire un tavolo di confronto e di programmazione, per scrivere insieme una nuova e grande storia CIVICA, l’unica in grado di impedire l’implosione del buono che resta nel centrosinistra e il ritorno di una certa Destra, l’unica in grado di mettere da parte due scatole vuote, Pd e Pdl, e rilanciare Vasto con un progetto amministrativo che guardi allo sviluppo senza trascurare la tenuta di un territorio più volte sottoposto a saccheggio. La nostra è una proposta di cammino comune. Nessuno ospita o annette nessuno. Importante è trovarsi, evitare la sciagura, vincere e salvare Vasto fuori dalle logiche di potere che fino a oggi le hanno impedito di crescere. Un’altra politica è possibile, la politica è possibile. Vasto può essere il laboratorio di un’intesa fuori dagli schemi, civica, innovativa, riformatrice, di un processo rigenerativo dell’intero costume politico. Dal Congresso dell’IdV sono emerse aperture importanti. Noi restiamo in ascolto.
Davide D'Alessandro
Coordinatore "Alleanza per Vasto"
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di FRANCESCOPAOLO D'ADAMO
Chiamandomi Francescopaolo, durante gli studi liceali, non avrei potuto non lasciarmi attrarre dal quinto canto della Divina Commedia. Quello dedicato a Paolo e Francesca. Mai però avrei potuto pensare che la frase di Dante: “galeotto fu il libro e chi lo scrisse”, potesse tornarmi alla mente per motivi diversi da quelli che sono la letteratura o la poesia. Al massimo un “pettegolezzo” (da tempo si dice gossip) poteva riportami alla mente la scena, i personaggi e questa celebre frase, ma da tempo il pettegolezzo è così farcito di particolari che di rado rimane spazio per la fantasia, figuriamoci per la poesia. In questi giorni invece, l’Amministrazione Comunale ha “sottratto” 20 mila euro al fondo di riserva, quello che servirebbe per le urgenze e gli imprevisti, quello che come brava “massaia” si tiene da parte perché “non si sa mai”, per dare alle stampe un’opera commissionata a due bravi studiosi locali: Gianni Oliva e Costantino Felice. Ora io non voglio entrare nel merito. Non so se questa opera è degna di pubblicazione o meno, sicuramente si. Nemmeno voglio conoscerne il contenuto, né quale apporto alla storia di Vasto, già scritta da Marchesani o Anelli ecc. questa opera esprima. Vorrei conoscere solo la motivazione che ha portato a sottrarre 20 mila euro al fondo di riserva. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse per smascherare i due amanti relegati “romanticamente” nell’inferno della “Comedia” dantesca. Galeotto potrebbe essere il libro “Vasto, Storia di una città” per smascherare il modo di governare e di spendere denaro pubblico da parte di questa Amministrazione Comunale. Qualcuno ha già scritto che “codesta” Amministrazione ha avuto il coraggio di recuperare un’opera per la quale nel 1992 erano state spese 60 milioni di lire. Bene! Ottima cosa (ammesso però che qualche aggiunta dovrebbe essere anche apportata, in merito ai 18 anni trascorsi) tuttavia perché questa fretta? Perché ora e non prima? E qui scatta la molla, si accende la luce a colui che potrebbe dirmi: “allora sei geloso, siccome non lo hai fatto tu!” Ebbene si! candidamente rispondo che potrebbe essere anche questo. Però non cedo spazio a illazioni, giudizi o affrettate conclusioni. La domanda resta: “perché accedere al fondo di riserva, dov’è l’urgenza?”
“Gianne lo sciancato”, nascosto dietro la tenda, sa ma non agisce, ha paura e aspetta … ma questa citazione è troppo colta meglio citare Renato Zero … Galeotto fu il “Canotto” e ce ne andiamo al mare a “guardà” le chiappe chiare, in attesa di poter dire: "Amor, che a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte...".
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di Davide D’Alessandro
Non solo alcuni partiti, ma migliaia di vastesi si lamentano da anni per la condotta dell’Amministrazione Lapenna. Tutti sanno che non è riproponibile, eppure soltanto “Alleanza per Vasto” lavora da tempo per scrivere una nuova e grande storia CIVICA. Quanti mugugni, quanti malumori, quante critiche dentro e fuori la maggioranza! Tuttavia, resiste un vizio antico: la certezza di poter sostituire Lapenna senza modificare il quadro. A noi, invece, interessa modificare il quadro. Non siamo arrivati per cambiare Lapenna con un altro, così come Pietrocola fu sostituito da Lapenna. Vasto ha bisogno di un processo rigenerativo della politica locale senza precedenti. Il processo rigenerativo non lo si costruisce dopo il voto, ma prima, cioè adesso. Prima delle liste, prima della corsa. Adesso occorre avere uno sguardo nuovo proiettato sul futuro. Adesso occorre puntare la propria passione, il desiderio di assistere da vicino al rilancio della propria città. E in tanti lo stanno facendo, ma non basta. Ci sono sacche che resistono al mutamento, alla novità, al pericolo che la propria rendita di posizione possa svanire. Nessuno può esimersi dal sognare un’altra Vasto, dal fare qualcosa per vedere un’altra Vasto. Dopo le critiche, arriva il tempo della decisione, dell’assunzione di responsabilità. Andare da Destra a Sinistra non ha prodotto frutto. Andare da Sinistra a Destra non produrrà frutto. Perché le due scatole sono vuote; le due storie, Pd e Pdl, mai nate. Due clamorose bufale. Tocca a ogni cittadino vastese sposare con fiducia il progetto di “Alleanza per Vasto”. Per abbandonare le delusioni e aspirare al rilancio. Rilanciamo Vasto. Rilanciamola, non ricostruiamola. Chi vuole ricostruirla, in parte ha contribuito a distruggerla.
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NOTA
100 milioni di vecchie lire! Tanto costa il libro “Vasto: Storia di una Città”. Dai 60 milioni del ’92 ai 40 dell’Amministrazione Lapenna, prelevati inspiegabilmente dal Fondo di Riserva. Dopo la denuncia di “Alleanza per Vasto”, lo sconcerto di tanti cittadini.
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Se togliamo le difese indifendibili di Nicolangelo D’Adamo e Fabio Giangiacomo, nessuno dentro la maggioranza se la sente di spendere una sola parola per l’ennesimo atto di sperpero di denaro pubblico. Il comunicato di “Alleanza per Vasto”, firmato da Davide D’Alessandro e Francescopaolo D’Adamo, è di una chiarezza assoluta, però riteniamo sia d’obbligo formulare alcune domande sperando che trovino una qualche risposta:
1) Per i 60 milioni percepiti nel 1992, i Proff. Costantino Felice e Gianni Oliva quando hanno scritto il lavoro?
2) Perché i sindaci Tagliente e Pietrocola, che succedettero a Prospero, pur così attenti alla Cultura, non chiesero conto ai due autori del lavoro e non pretesero la pubblicazione del libro?
3) La Storia che a breve vedrà la luce sarà firmata soltanto dal Prof. Costantino Felice? Se sì, perché?
4) Il Prof. Gianni Oliva, dopo aver percepito 30 milioni (la metà di 60), ha prodotto qualcosa?
5) La Storia che a breve vedrà la luce si ferma al 1992 o giunge fino ai giorni nostri?
6) Perché si è deciso di prelevare i 20 mila euri dal Fondo di Riserva?
7) Perché si è deciso di affidare la cura del volume all’Editore Donzelli e non a un Editore vastese?
È ovvio che all’uscita del volume saremo irreprensibili nel verificarne ogni singola parte, pur essendo certi, data la professionalità degli autori, che non saranno riciclati lavori già utilizzati per altre pubblicazioni.
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di DAVIDE D'ALESSANDRO

Il mio caro amico Giovanni Spinelli (pseudonimo creato da me qualche anno fa) mi ha ricordato un libro di Carmelo Bene dal titolo: “Sono apparso alla Madonna”, non potendo, per motivi di delirio d’onnipotenza, accadere il contrario. Del resto, quando a Bene fu rivolta una domanda su Dio, rispose sorpreso: “Non puoi chiedere a Dio di Dio”. Ma il titolo di Spinelli faceva riferimento al volto nuovo della politica vastese: Alessandra Madonna, 23 anni, a ottobre una laurea in “Scienze e tecniche psicologiche e sociali della comunicazione e del marketing”. Capito, che roba? Questa ragazza è appena diventata coordinatrice di Api a Vasto e fa già tanto parlare di sé. I cittadini vastesi sono entusiasti perché annusano il nuovo, la freschezza, l’energia che emana. Odora di bucato, direbbe Montanelli. Chi imperversa da decenni dentro la macchina infernale del potere, ne ha paura, vaneggia di veline e quant’altro pur di denigrare, di screditare. Ma Alessandra, fiera di sé, procede e conquista consensi. È apparsa ma ha anche parlato e detto: “Mi impegnerò in maniera concreta per riavvicinare alla politica i ragazzi come me A loro posso essere molto più vicina rispetto a tante altre persone che la fanno da tempo. Spesso ai giovani si danno false illusioni. Ci metteremo a lavorare per loro da domani stesso”. E ha cominciato a lavorare perché l’appuntamento del 2011 è di importanza capitale per la nostra Vasto. C’è in gioco il futuro e un nuovo modo di amministrare. C’è in gioco il rilancio di una città e di una comunità sfiduciata. Che crede sempre meno, che non crede più. Essere credibili è l’impegno di “Alleanza per Vasto”. L’ho detto ad Alessandra. Mi ha risposto: “Lo siamo. Lo saremo”. Io credo, caro Spinelli. Credi anche tu. Credete anche voi, lettrici e lettori. Nulla, dal 2011, sarà più come prima.
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Tratto da vastoweb
VASTO - Troppa vegetazione ai lati della strada principale di località Incoronata. La segnalazione è di Davide Delle Donne, di Alleanza per l'Italia, che chiede al Comune il ridimensionamento delle chiome delle piante e il taglio dei polloni, i rami che si sviluppano ai piedi degli alberi.
"Non e' un bel vedere all'Incoronata - scrive Delle Donne in un comunicato - con tutti questi alberi non puliti. Spero che i giardinieri puliscano sia i marciapiedi che sono invasi da erbacce sia la base degli alberi". Aiuole incolte, ma anche manifesti selvaggi alle "pensiline di Corso Mazzini , Via Giulio Cesare ,Via Ciccarone, Via Histoniense, CHE sono state utilizzate alla stregua di muri per affissioni pubbliche. Infatti sono stati affissi dei manifesti che non sono timbrati, su pensiline che hanno ben in vista il divieto di affissione (penale) e soprattutto che hanno manifesti in cui è stampato e ben visibile il patrocinio del Comune di Vasto. L'amministrazione pubblica cittadina - ammonisce il membro del comitato cittadino di ApI - in futuro dia il patrocinio esclusivamente a chi assicura che non si sporcheranno pensiline pubbliche con manifesti e locandine. Le aree preposte per le affissioni sono regolamentate e hanno personale autorizzato per la loro affissione previo pagamento di una imposta infatti sono timbrati. Gli altri, quelli abusivi - conclude Delle Donne - dovrebbero essere sanzionati, soprattutto se posizionati su aree dove vige il divieto assoluto di affissione, come le nuove pensiline di Vasto".
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di Massimo Mucchetti
Corriere della Sera 14 lug 2010
Le cronache giudiziarie stanno ridisegnando l’Italia come una piramide di comitati d’affari, con vetta a Roma ma poi estesa ovunque, in una specie di federalismo dell’arte di arrangiarsi. La cosiddetta P3 ne è l’ultima immagine, dove riemerge perfino Flavio Carboni, vecchio piduista che ebbe il suo momento ai tempi dell’assassinio del banchiere Roberto Calvi, trent’anni fa. Ma l’elenco è lungo: la cricca di Anemone e gli appalti del G8; gli impuniti della ricostruzione dell’Aquila; le speculazioni ospedaliere in Lombardia dove pure la spesa sanitaria rispetto al Pil è la metà di quella della Campania bassoliniana. Proseguire sarebbe stucchevole. Meglio chiedersi come mai ritorni la corruzione, ingigantita e non di rado bipartisan, mentre l’opinione pubblica sembra indignarsi sempre meno.
La corruzione è ancora legata alla spesa pubblica: alle commesse opache, al mercato del diritto, agli incentivi furbeschi, che ora esplodono nell’eolico, domani chissà, ai pagamenti a piè di lista, per cui si operano i pazienti anche quando non serve. Ma rispetto agli anni pre-Mani Pulite c’è un cambiamento. Allora, l’industria parastatale e la pubblica amministrazione erano piegate al finanziamento dei partiti e dei loro dirigenti, spesso associati all’industria privata. Oggi, sono i faccendieri e le lobby che, materialmente o culturalmente, comprano i governanti, asservendoli. È l’inversione di una storia antica che ha nell’indebolirsi della politica la sua radice. Negli Anni 90, i partiti della Seconda Repubblica si gettarono alle spalle tessere, correnti, congressi e con essi l’idea che la leadership fosse da riconquistare ogni giorno, collegio per collegio. Le privatizzazioni furono sentite come l’alba della meritocrazia, dopo la corruzione. Con il tempo si è visto un nuovo tramonto: Parmalat, Popolare di Lodi, Telecom, Fastweb, Unipol, Rai, i traffici sul gas russo, i veleni su Finmeccanica. Un altro elenco lungo e stucchevole. Del quale, tuttavia, non si può tacere il finale: il crac del capitalismo finanziario anglosassone, fonte di ispirazione del riformismo italiano, su entrambi i lati dello schieramento politico. L’idea che la mera privatizzazione dell’economia potesse restituirci un’etica pubblica si è consumata nel falò delle vanità dei fondi che speculano senza costrutto e dei soliti noti che tosano le grandi imprese, nelle paghe smodate dei top manager, banchieri e non, mentre le disuguaglianze aumentano e l’ascensore sociale si ferma. Rimane la privatizzazione della politica. Che va oltre i conflitti d’interesse e contagia il sistema dei partiti dove i leader, o chi ha le chiavi della cassa, sono i padroni. Padroni blindati dalla legge elettorale che costringe i cittadini a votare i loro prescelti, sulla base di un’adesione ideologica in tempi senza ideologie. Come stupirsi se i prescelti, anonimi e miracolati a Roma quanto in provincia, subiscano la tentazione di mettersi al servizio di chi prometta la mancia? P.S. Che cosa aspettano il sottosegretario Nicola Cosentino e il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, a dare le dimissioni o Silvio Berlusconi a pretenderle? O il Pdl a farsi sentire?
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100 MILIONI DI VECCHIE LIRE PER "VASTO: STORIA DI UNA CITTA'", DI GIANNI OLIVA E COSTANTINO FELICE. L'INDIGNAZIONE DI "ALLEANZA PER VASTO"
Comunicato stampaDi fronte alle storie di clamoroso sperpero di denaro pubblico, “Alleanza per Vasto” continua a indignarsi. Nel lontano 1992 il Comune di Vasto affidò ai Proff. Gianni Oliva e Costantino Felice l’incarico di redigere un progetto di ricerca su “Vasto: Storia di una Città” . I due autori ricevettero il corrispettivo convenuto di ben 60 milioni di vecchie lire, ma l’opera non fu mai pubblicata. Oggi, a distanza di 18 anni, l’Amministrazione Lapenna-quater, prelevando dal Fondo di Riserva con delibera n°229 del 23/06/2010, decide di affidare la pubblicazione alla Donzelli Editore di Roma sborsando altri 20 mila euri, cioè altri 40 milioni di vecchie lire. Morale: “Vasto: Storia di una Città” viene a costare ai cittadini vastesi, proprio mentre vengono tartassati con l’aumento del 30% sulla Tassa per l’immondizia, la “modica” somma di 100 milioni di vecchie lire. E’ interessante notare come il 23 giugno scorso, giorno di deliberazione, il Sindaco Luciano Lapenna sia stato assente, lasciando al vice Vincenzo Sputore l’onore e l’onere di presiedere la Giunta.
La cultura di Sinistra, l’abbiamo detto più volte, ha un costo molto salato. Dopo i 120 mila euri elargiti per il Centro Studi Rossettiani, un altro caso destinato a far discutere. Sappiamo che fino a 20 mila euri non è obbligatoria la gara, ma il fatto che la Donzelli sia l’Editore di Costantino Felice non è un buon motivo per non rivolgersi anche ad altri. Comunque, ciò che scandalizza è il ricorso, per prelevare denaro pubblico, al Fondo di Riserva, operazione alla quale si dovrebbe ricorrere in casi di urgenza estrema. Non ci sembra che la storia di una città, per quanto utile, sia urgente, soprattutto in tempi di grave crisi economica, con tante famiglie che faticano a superare la metà del mese. A meno che non sia urgente avere una pubblicazione a pochi mesi dal voto con tanto di presentazione e promozione. Non della città, ma di singoli amministratori.
Davide D’Alessandro e Francescopaolo D’Adamo
Coordinatore e membro di “Alleanza per Vasto”
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