APPROVATO IL BILANCIO 2010. DECISIVO IL VOTO DEL SINDACO, CHE NON VUOLE LASCIARE LA POLTRONA. LA MAGGIORANZA NON C’È PIÙ, LAPENNA COME LA COZZA ALLO SCOGLIO
di Davide D'Alessandro
Il bilancio di Luciano è stato approvato soltanto da Luciano. I vastesi lo hanno bocciato da tempo e aspettano il voto per sancirne la fine. Dopo quattro anni di inadeguatezza amministrativa e quattro giunte, la figuraccia di ieri sera avrebbe dovuto indurlo a rassegnare le dimissioni (perché un sindaco che si regge con il suo voto decisivo è un mezzo sindaco, senza gloria e senza maggioranza) ma Luciano, l’abbiamo scritto più volte, non si stacca dalla poltrona. Vi resta abbarbicato come la cozza allo scoglio. Tutte le sue promesse sono state disattese. L’ultima, di ieri maattina: “Senza maggioranza mi dimetto”. Ma 16 a 15, con il suo voto decisivo, che maggioranza è? Dov’è la maggioranza? Vi ricordate cosa disse, il buon Luciano, quando cacciò Del Prete e D’Adamo? “Vedrete, adesso cammineremo più spediti. Rafforzeremo la maggioranza”. In realtà, con quella cacciata, Luciano preparò la sua. Da quel giorno la maggioranza si è sbriciolata ulteriormente. La costituzione del gruppo di “Alleanza per l’Italia”, con i consiglieri Di Paolo, La Verghetta e D’Adamo, ha suonato la campana a morto. Ieri persino Alinovi lo ha abbandonato. Anche Alinovi ha capito, con grave ritardo, che la nave è già affondata. Non per colpa di qualche gigantesco iceberg. Soltanto per inadeguatezza del capitano. Un capitano piccolo piccolo che ha tentato di raccattare voti pur di salvare la poltrona. La salva con il voto di Napolitano, cognato del Presidente della Pulchra, e con il suo. Vasto non era mai caduta così in basso. Questa è un’amministrazione aperta con una maggioranza solida, robusta, e chiusa con il voto dell’ultimo giapponese rimasto: Luciano. E’ un’amministrazione aperta copiando il discorso inaugurale e chiusa scrivendo la più brutta pagina della storia politica vastese. Una pagina che Luciano non ha potuto copiare, perché l’ha scritta lui, ieri, per la prima volta. Proprio nel giorno in cui a Casalbordino è caduta un’altra amministrazione del Pd, il partito nato morto. Bello e Lapenna fanno tornare alla memoria la frase sconsolata di quel padre che disse: “Io non ho paura quando mio figlio perde al gioco. Ho paura quando si vuole rifare”. Ai cittadini di Vasto e Casalbordino dev’essere consentito al più presto di votare per archiviare due amministrazioni inadeguate e voltare pagina. Non con la Destra, ma con altre facce, con altri cuori. Con un nuovo entusiasmo. Con una nuova ALLEANZA.Il bilancio di Luciano è stato approvato soltanto da Luciano. I vastesi lo hanno bocciato da tempo e aspettano il voto per sancirne la fine. Dopo quattro anni di inadeguatezza amministrativa e quattro giunte, la figuraccia di ieri sera avrebbe dovuto indurlo a rassegnare le dimissioni (perché un sindaco che si regge con il suo voto decisivo è un mezzo sindaco, senza gloria e senza maggioranza) ma Luciano, l’abbiamo scritto più volte, non si stacca dalla poltrona. Vi resta abbarbicato come la cozza allo scoglio. Tutte le sue promesse sono state disattese. L’ultima, di ieri maattina: “Senza maggioranza mi dimetto”. Ma 16 a 15, con il suo voto decisivo, che maggioranza è? Dov’è la maggioranza? Vi ricordate cosa disse, il buon Luciano, quando cacciò Del Prete e D’Adamo? “Vedrete, adesso cammineremo più spediti. Rafforzeremo la maggioranza”. In realtà, con quella cacciata, Luciano preparò la sua. Da quel giorno la maggioranza si è sbriciolata ulteriormente. La costituzione del gruppo di “Alleanza per l’Italia”, con i consiglieri Di Paolo, La Verghetta e D’Adamo, ha suonato la campana a morto. Ieri persino Alinovi lo ha abbandonato. Anche Alinovi ha capito, con grave ritardo, che la nave è già affondata. Non per colpa di qualche gigantesco iceberg. Soltanto per inadeguatezza del capitano. Un capitano piccolo piccolo che ha tentato di raccattare voti pur di salvare la poltrona. La salva con il voto di Napolitano, cognato del Presidente della Pulchra, e con il suo. Vasto non era mai caduta così in basso. Questa è un’amministrazione aperta con una maggioranza solida, robusta, e chiusa con il voto dell’ultimo giapponese rimasto: Luciano. E’ un’amministrazione aperta copiando il discorso inaugurale e chiusa scrivendo la più brutta pagina della storia politica vastese. Una pagina che Luciano non ha potuto copiare, perché l’ha scritta lui, ieri, per la prima volta. Proprio nel giorno in cui a Casalbordino è caduta un’altra amministrazione del Pd, il partito nato morto. Bello e Lapenna fanno tornare alla memoria la frase sconsolata di quel padre che disse: “Io non ho paura quando mio figlio perde al gioco. Ho paura quando si vuole rifare”. Ai cittadini di Vasto e Casalbordino dev’essere consentito al più presto di votare per archiviare due amministrazioni inadeguate e voltare pagina. Non con la Destra, ma con altre facce, con altri cuori. Con un nuovo entusiasmo. Con una nuova ALLEANZA.
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I RAGAZZI DELLA QUINTA HANNO VINTO... LA PAURA: LA RAPPRESENTAZIONE 'ATTENTI AL LUPO' ALL'ISTITUTO FIGLIE DELLA CROCE
di Davide D'Alessandro
Chi ha potuto ammirare la rappresentazione teatrale degli studenti di quinta elementare dell'Istituto "Figlie della Croce" è rimasto entusiasta. Il rito ogni anno si rinnova, ma ogni anno cresce lo stupore, la meraviglia. Il senso della comunità, da sempre ricercato dalla Direttrice, Suor Michela Canci, si esprime appieno attraverso il dialogo che i ragazzi riescono ad avere tra loro e il pubblico, uno scoprirsi reciproco che aiuta a meditare sui grandi temi del nostro cammino quotidiano.
Uno su tutti non può che essere la paura. Proprio sul tema della paura i ragazzi, guidati sapientemente dalla maestria dell'insegnante Sergio Santoro, dal fare materno delle insegnanti Rosetta Bevilacqua e Maria Grazia D'Annunzio, dal coordinamento attento della dottoressa Lidia Di Sanza, si sono misurati affrontando le tre favole che c'incantano dalla nascita: 'Cappuccetto rosso', 'I tre porcellini' e 'Il lupo e i sette capretti'. Eh sì, perché c'è sempre un lupo sulla nostra strada! È la storia e la favola dell'uomo fin dalle origini. E il lupo, qualunque sia il suo volto, non va esorcizzato. Va guardato negli occhi, talvolta occorre persino farselo amico, tal'altra bisogna sconfiggerlo perché può risultare dannoso. Comunque, mai scappare davanti al lupo. Spesso è dentro di noi, costruito da noi, alimentato da noi.
I ragazzi della quinta, con l'ironia, con la gioia dei loro dieci anni, ci ricordano che la libertà vince la paura, che il sogno di ognuno di superare l'ostacolo, spesso frapposto tra noi e la realizzazione della nostra vita, è possibile. Con l'aiuto della fede.
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di Davide D’Alessandro
Il 20 maggio, come annunciato, Polis è lieto di ospitare a Vasto il giornalista aquilano Giustino Parisse, vice caporedattore de Il Centro, per raccontare, a un anno dal terremoto, la triste esperienza del dolore, per tentare un’analisi, per fare il punto su ciò che è stato fatto e su ciò che ancora manca. Le persone care scomparse, le case cadute, le anime lacerate, i luoghi persi. E la forza di ricominciare, di credere che un futuro è ancora possibile. Non ho invitato il collega Parisse perché, a causa del terremoto, ha perso i due figli di 16 e 18 anni e il padre di 75. Sarebbe stato persino banale. Anche a Vasto hanno perso un figlio. L’ho invitato soprattutto perché ha scritto un libro meraviglioso “Quant’era bella la mia Onna”. Dunque, non un libro sui figli, ma sul luogo che l’ha visto aprire gli occhi al mondo e alla vita. “Un paese ci vuole” ha scritto Cesare Pavese e Onna resta il “paese”, la radice, l’origine, la terra. Non contano le macerie, il profilo delle case, il cielo scuro e il cuore duro. Conta il luogo perso e ritrovato. Un poeta a me caro, Umberto Piersanti, ha esordito con Einaudi proprio con una raccolta dal titolo “I luoghi persi”. I luoghi di Urbino, la casa in fondo al fosso, la nonna Fenisa, lo zio Madìo, lo sprovinglo e la vitalba. I luoghi persi dove l’essere non si perde mai. Voglio dire a Giustino che Onna è il suo dolore segreto, ma anche la sua forza. Quella gioia serena, infinita, quella cometa, direbbe De Luca, appesa al cielo. Come una lanterna.
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di Domenico Di Pietro
Europa 2020 è un nuovo piano di azione destinato ai paesi membri per una risposta europea alla crisi economica. L’obiettivo è quello di raggiungere alti livelli di: coesione sociale,produttività a occupazione.
Un obiettivo ambizioso con il quale la Commissione Europea propone azioni che servono ad individuare le nuove basi per la transizione verso un economia sostenibile. In pratica è necessario organizzarsi per rispondere alle sfide del presente e del futuro: globalizzazione, cambiamento climatico,deficit pubblici insostenibili, invecchiamento della popolazione.
La politica deve disegnare una strategia per una crescita “alta” ed “intelligente” che sia naturalmente: sostenibile e inclusiva.
Intelligente, perché per quanto ovvio, deve promuovere conoscenza e innovazione rispetto ad una quadro generale europeo che è ancora oggi inadeguato o addirittura insufficiente in alcune aeree. Sappiamo,infatti, che la spesa europea per ricerca e sviluppo è meno ancora troppo bassa. Oggi gli studenti europei raggiungono un livello di qualificazione medio che,in molti casi, non corrisponde alle esigenze del mercato del lavoro.
Deve essere sostenibile, perché solo un economia efficiente sotto il profilo della gestione delle risorse è allo stesso tempo in grado di competere sul mercato globale. La Commissione europea intende avviare una collaborazione diretta con il settore industriale, e in modo particolare con le PMI , per mantenere la base industriale europea, sviluppare la capacità di crescita , agevolare la transizione dei settori manifatturieri verso un uso più efficiente dell’energia, con conseguente adeguamento dei processi di produzione ad un economia a basse emissioni di carbonio.
Si auspica una crescita inclusiva, perché serve investire nelle competenze. Questo orientamento combatte la povertà e rafforza la partecipazione delle persone al mercato del lavoro. In tale ambito è fondamentale l’applicazione dei principi di flessicurezza che facilitano la conciliazione tra la vita professionale e privata, consentono l’organizzazione del lavoro in funzione dei bisogni della produzione e delle competenze e permettono l’adattamento alle transizioni della vita.
Molte persone hanno ancora competenze di base oppure scarse competenze. Entro il 2020 si prevede saranno disponibili 16 milioni di posti altamente qualificati. Scenderanno, invece, le occupazioni a bassa qualificazione.
La Commissione europea, inizia in pratica, a concentrare la propria attenzione su una “piattaforma europea contro la povertà” per garantire coesione sociale e territoriale affinché i benefici della crescita e i posti di lavoro siano distribuiti in modo equo e le persone vittime della povertà e dell’esclusione sociale possano vivere in condizioni dignitose e partecipare attivamente alla società.
Gli obiettivi numerici sono:innalzamento del tasso di occupazione delle persone comprese tra 20 e 64 anni, attraverso una maggiore integrazione dei lavoratori migranti nella popolazione attiva e una maggiore partecipazione del lavoro femminile e dei lavoratori over 50; riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai parametri del 1990; miglioramento del 20%dell’efficienza energetica. Altri importanti obiettivi da raggiungere sono l’abbassamento,a meno del 10% della quota dei giovani che abbandonano la scuola, e dunque crescita nella misura del 40% de numero di diplomati o laureati, e aumento al 3%del PIL dell’UE da investire in ricerca e sviluppo. Un'altra sfida strategica sarà una riduzione del 25%del numero di cittadini europei che vivono al di sotto delle soglie di povertà per fare uscire da tale situazione un numero di circa 20 milioni di persone.
E’chiaro che per raggiungere dei traguardi così ambiziosi la Commissione europea deve necessariamente fare “pressione” sui capi di Stato e sui governi per fare sì che possa assumere piena consapevolezza di questa nuova strategia, traducendo gli obiettivi comunitari in obiettivi nazionali. Il successo della strategia di Europa 2020 dipende molto dalla consapevolezza e dalla convinzione degli Stati membri. La sfida mondiale non può essere vinta se si agisce però solo individualmente. Il piano di azione è ambizioso ma al tempo stesso raggiungibile. Serve però il coinvolgimento delle parti sociali e della società civile con un coordinamento delle politiche a livello europeo.
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di Davide D’Alessandro
L’abito non fa il monaco, ma l’abito è necessario perché il monaco si presenti con un aspetto dignitoso, credibile, convincente. Fuor di metafora, il logo di “Alleanza per Vasto”, con le due vele biancorosse gonfiate dal buon vento dei vastesi, è piaciuto molto. Se dovessimo fermarci alle tantissime email ricevute, potremmo persino ipotizzare un cammino in discesa da qui all’anno prossimo, ma siamo umili e sappiamo che così non sarà. Non sarà perché chi gestisce il potere è duro a morire, i due partiti mai nati, prima di emettere l’ultimo respiro, tenteranno in tutti i modi di perpetuare sé stessi. Ma non ci riusciranno. I cittadini vastesi hanno già compreso che è arrivato il momento di salutare la triste esperienza Lapenna e, con Lapenna, la stessa Destra che, prima dell’attuale sindaco, ha dato prova di litigiosità e di inadeguatezza. Non vogliono sostituire Lapenna con chi è stato sostituito da Lapenna. Vogliono spalancare le porte della politica. Anche a Destra e a Sinistra ci sono facce politicamente nuove. È giunta l’ora che vengano fuori per consentire un ricambio profondo della classe politica. “Alleanza per Vasto” include e non esclude. Non chiude a chi, a prescindere dai luoghi di provenienza, dalle tessere che ha in tasca, vuole contribuire a pensare e realizzare un nuovo progetto di città. La parola ALLEANZA non vuol dire solitudine. Vuol dire patto, mettere insieme, unire, per affrontare il difficile cammino del rilancio. Le vele sono biancorosse. Il futuro è di chi vuole farlo suo.
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Comunicato

Il successo del primo incontro di “Vasto è Cultura” (introdotto dal sottoscritto e moderato dalla Dr.ssa Margherita Conti) con la presenza del filosofo della politica, Prof. Luigi Alfieri, e i commenti positivi che ne sono derivati, mi hanno indotto a preparare e inserire un altro appuntamento, che precederà quello già previsto per il 27 maggio.
L’evento che ho il piacere di presentare alla città, tramite la mediazione dei giornalisti vastesi, è per giovedì 20 maggio alle ore 21.00, sempre al Cinema Corso. Tema “Il terremoto un anno dopo”. Ad incontrare il pubblico sarà il giornalista Giustino Parisse, vice caporedattore del quotidiano Il Centro, autore del toccante libro “Quant’era bella la mia Onna”.
Come sapete, il collega Parisse, insieme alla moglie, si è salvato dal tragico terremoto aquilano, ma ha perso i due figli di 16 e 18 anni e il padre 75enne. Vorremmo, attraverso le sue parole, meditare profondamente sull’esperienza del dolore e vivere una serata formativa, di riflessione pura e autentica su ciò che siamo chiamati a ricostruire dentro e fuori di noi.
“Il terremoto un anno dopo” vuole essere anche un dialogo proficuo tra l’esperienza personale di un giornalista, la cronaca che è stato costretto a raccontare e gli occhi di chi da Vasto, dal 6 aprile 2009, ha potuto soltanto piangere. In silenzio. Un dolore che forse non può essere nemmeno raccontato. Eppure, siamo convinti che le parole trovate in questo anno dal collega Parisse possano aiutarci a comprendere, a riconsiderare il tanto che abbiamo e che spesso sottovalutiamo, a essere un tantino migliori.
Lo aspettiamo giovedì 20 maggio, alle ore 21.00, per abbracciarlo e per ringraziarlo per quanto ha fatto e continua a fare per i suoi luoghi che erano belli e belli restano, anche se mutati.
Dr. Davide D’Alessandro
Direttore di Polis
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Questa mattina, con la presentazione alla Città del simbolo e del sito di “Alleanza per Vasto” (www.alleanzapervasto.it), parte la navigazione del Movimento Civico ideato da me e dall’amico Nicola Del Prete. Una navigazione lunga un anno per approdare al porto delle elezioni, del rinnovamento profondo della classe politica locale, della rigenerazione delle stanze del potere. Con il linguaggio della vela, ci prendiamo l’augurio di “buon vento”, certi di avere la maggioranza dei vastesi ad alimentare le nostre vele. Vele che non potevano non essere biancorosse, i colori civici del nostro luogo di appartenenza.
Il simbolo sarà veicolato attraverso una promozione capillare. Il simbolo è la nostra immagine. Su questo simbolo, l’anno prossimo, la maggioranza dei vastesi dovrà mettere il proprio segno per porre fine alla decadenza di Vasto, iniziata con la Destra e proseguita con la Sinistra; per rilanciarla, per ricondurla a essere guida dell’intero comprensorio.
Abbiamo già detto in più occasioni che cosa ci spinge, ci anima, ci motiva. Sarà doveroso, lungo il cammino che intraprendiamo in attesa di raggiungere la meta, dimenticare il passato, le stupide e sterili contrapposizioni e dare vita, per il bene di Vasto, a una pagina nuova, mai scritta.
A Vasto è il momento di mettere insieme i singoli, di fare gruppo, di pensare un’idea di città, di credere. Che un’altra politica è possibile, che la politica è possibile.
Manterremo in tutte le forme comunicative possibili un dialogo aperto con l’intera città. Abbiamo già creato incontri, momenti di associazione, di scambio. Stiamo preparando due grandi Convegni: il primo sul Turismo, il secondo sulla Sanità. Li riteniamo settori nevralgici. Il primo, fondamentale per lo sviluppo della città. Il secondo, fondamentale per il miglioramento delle strutture che debbono garantire la cura e la salute di tutti i cittadini.
Dobbiamo partorire insieme il nuovo che avanza. Il sito sarà luogo di comunicazione, ma anche di ospitalità. Un sito aperto agli interventi esterni, alle segnalazioni, al dibattito, al confronto delle idee.
Il sito si aggiunge al quotidiano “la Voce” e al settimanale “Polis”. Una comunicazione diretta a tutti per riavvicinare il cittadino alla Politica e alle Istituzioni, per ridurre il fossato che è stato scavato tra rappresentato e rappresentante. Una Politica vicina e amica. Una Politica moderata, dotata di senso dello Stato, consapevole, a Vasto come a Roma, che un serio progetto di Riforma non è più eludibile. A cominciare dalla Legge Elettorale, prima responsabile della preoccupante disaffezione del cittadino verso la politica. I nominati devono lasciare il posto agli eletti. I cittadini devono poter esprimere liberamente la loro preferenza e riappropriarsi della Polis, di ciò che è loro, soltanto loro. “Alleanza per Vasto” raccoglie la sfida per riaffermare la libertà del cittadino, per restituirgli il potere della decisione, della scelta.
Dr. Davide D’Alessandro
Coordinatore di Alleanza per Vasto
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Tratto da vastoweb.com

Presentazione ufficiale del simbolo e del sito web del movimento Alleanza per Vasto. Erano presenti il coordinatore del Movimento, Davide D’Alessandro e Francescopaolo D’Adamo, oltre al referente per Vasto di Alleanza per l’Italia, Nicola Del Prete. Il simbolo, che reca due vele spiegate, una bianca ed una rossa, vuole richiamare i colori di Vasto. Pensando alle vele D’Alessandro dichiara che “oggi parte una navigazione del movimento civico ideato da me e dall’amico Nicola Del Prete. Una navigazione lunga un anno, che approderà al porto delle prossime elezioni. In questo anno saremo molto attivi, vogliamo coinvolgere i cittadini nelle nostre iniziative. In particolare organizzeremo due convegni, sul turismo e la sanità, argomenti cruciali per la nostra città. Il sito http://www.alleanzapervasto.it/, sarà il contenitore di tutto ciò che faremo, saranno presenti le edizioni di Polis e La Voce, oltre a video e articoli. Il nostro movimento vuole rappresentare un momento di apertura, di partecipazione alla vita pubblica, affinché possa rinnovarsi l’attuale classe politica. Con il linguaggio della vela, ci prendiamo l’augurio di buon vento, certi di avere la maggioranza dei vastesi ad alimentare le nostre vele. Vele che non potevano non essere biancorosse, i colori civici del nostro luogo di appartenenza. Manterremo in tutte le forme comunicative possibili un dialogo aperto con l’intera città“. E sui convegni su turismo e sanità il coordinatore di ApV sostene che il primo è “fondamentale per lo sviluppo della città. Il secondo, fondamentale per il miglioramento delle strutture che debbono garantire la cura e la salute di tutti i cittadini. Dobbiamo partorire insieme conclude D’Alessandro - il nuovo che avanza”.
Giuseppe Ritucci
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Tratto da vastoweb.com

Durante la conferenza stampa di presentazione del simbolo di Alleanza per Vasto, Francescopaolo D’Adamo, ex assessore del Comune di Vasto, ha comunicato che il suo partito, l’Italia dei Valori, gli ha negato la tessera per l’anno 2010. In una raccomandata inviatagli dal coordinatore Alfonso Mascitelli, gli viene contestata la sua adesione al movimento Alleanza per Vasto. “Non capisco dove sia il problema – afferma D’Adamo – visto che l’Italia dei Valori è un partito nazionale, mentre Alleanza per Vasto è un movimento locale, è un progetto, cosa ben diversa da un partito. Sto ancora aspettando che qualcuno del partito mi spieghi perché sono stato sostituito come assessore. Ho sempre assunto posizioni critiche all’interno dell’Italia dei Valori, ma sempre in ottica costruttiva, cercando di impegnarmi per la gente del mio territorio”. Il portavoce del circolo Colantonio dell’Idv di Vasto, Tiziano Longhi, è dalla parte di D’Adamo: “Mi sembra che il partito stia assumendo posizioni fantasiose. Abbiamo interpellato il collegio di garanzia, organo interno preposto alla verifica di queste situazioni, per capire se la mancata concessione della tessera dell’Italia dei Valori a D’Adamo, sia un atto rispettoso del nostro statuto”.
Giuseppe Ritucci
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STRAORDINARIA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE ALL’ISTITUTO “FIGLIE DELLA CROCE” - I RAGAZZI DELLA QUINTA HANNO VINTO… LA PAURA
di Davide D’AlessandroChi ha potuto ammirare la rappresentazione teatrale degli studenti di Quinta elementare dell’Istituto “Figlie della Croce” è rimasto entusiasta. Il rito ogni anno si rinnova, ma ogni anno cresce lo stupore, la meraviglia. Il senso della comunità, da sempre ricercato dalla Direttrice, Suor Michela Canci, si esprime appieno attraverso il dialogo che i ragazzi riescono ad avere tra loro e il pubblico, uno scoprirsi reciproco che aiuta a meditare sui grandi temi del nostro cammino quotidiano. Uno su tutti non può che essere la paura. Proprio sul tema della paura i ragazzi, guidati sapientemente dalla maestria dell’Ins. Sergio Santoro, dal fare materno delle Ins. Rosetta Bevilacqua e Maria Grazia D’Annunzio, dal coordinamento attento della Dr.ssa Lidia Di Sanza, si sono misurati affrontando le tre favole che c’incantano dalla nascita: Cappuccetto rosso, I tre porcellini e Il lupo e i sette capretti. Eh sì, perché c’è sempre un lupo sulla nostra strada! È la storia e la favola dell’uomo fin dalle origini. E il lupo, qualunque sia il suo volto, non va esorcizzato. Va guardato negli occhi, talvolta occorre persino farselo amico, tal’altra bisogna sconfiggerlo perché può risultare dannoso. Comunque, mai scappare davanti al lupo. Spesso è dentro di noi, costruito da noi, alimentato da noi. I ragazzi della Quinta, con l’ironia, con la gioia dei loro dieci anni, ci ricordano che la libertà vince la paura, che il sogno di ognuno di superare l’ostacolo, spesso frapposto tra noi e la realizzazione della nostra vita, è possibile. Con l’aiuto della fede.
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Comunicato
Domani mattina, martedì 27 aprile, alle ore 11.00 presso la Pasticceria “da Lino”, conferenza stampa di “Alleanza per Vasto” per presentare il simbolo del movimento civico e il sito www.alleanzapervasto.it. A margine vi saranno importanti comunicazioni dell’Arch. Francescopaolo D’Adamo in merito al mancato rinnovo della tessera dell’Idv.
Il Coordinatore
Dr. Davide D’Alessandro
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di DAVIDE D'ALESSANDRO
Vedere Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini venire quasi al contatto fisico, mentre i rispettivi sostenitori si godono la scena, mi ha ricordato i tanti litigi della Destra vastese, i tanti litigi per la conservazione o per la conquista del potere, che dilaniarono quella compagine avviando il lento declino della città. Declino accentuatosi con Lapenna, ma questa è un’altra storia. A Destra si litiga, si oltrepassa la misura, si dice addio a un partito, il Pdl, mai nato. Perché la politica è anche dissenso, contrapposizione, scontro, ma deve reggersi su un obiettivo comune e l’obiettivo comune tra Silvio e Gianfranco è finito da tempo. Ora è in gioco l’eredità, ma è l’eredità di una casa blindata da un uomo ricco, ricchissimo, che non ammette il controcanto. La sua visione è da uomo solo al comando, come in azienda, come a Mediaset. “O si allinea o è fuori”, ha detto il leader del sottoposto. Come direbbe di Emilio Fede. Ma Emilio Fede si è allineato. Fini appare un po’ più restio. Vedremo.
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