'VASTO è CULTURA': INCONTRO SULLA 'CRISI DELLA POLITICA' CON LA PRESENZA DELL'EX MINISTRO REMO GASPARI
tratto da histonium.net
Il nuovo appuntamento, il quinto, dell'iniziativa "Vasto è Cultura", proposta dal laboratorio politico-culturale 'Polis' diretto da Davide D'Alessandro, vede protagonista domani sera, giovedì 22 luglio a partire dalle ore 20.30, l'onorevole Remo Gaspari, fresco di cittadinanza onoraria vastese, nell'incontro dal titolo “La crisi della politica”.
"L’ex ministro - dice D'Alessandro - ha appena compiuto 89 anni. Sarà l’occasione per tracciare un bilancio di uno straordinario impegno a favore della nostra regione e del nostro territorio in particolare, ma anche per ragionare intorno agli ultimi vent’anni della politica nazionale, per capire i motivi di una transizione a parole, di una Seconda Repubblica mai nata, di partiti che non mantengono ciò che promettono, di una disaffezione ormai cronica del cittadino nei suoi riguardi. Sarà l’occasione per guardare al futuro, alla politica che verrà, senza trascurare gli esempi del passato".
Stefano Maresca
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di DAVIDE D'ALESSANDRO

Mi scrive la signora Carla: “Caro D’Alessandro, non c’è un solo vastese che sia contento degli ultimi nove anni di amministrazione comunale. Perché i politici responsabili, in vario modo, degli ultimi nove anni non vogliono capirlo? Occorre davvero un grande cambiamento. Io non so se voi di Alleanza per Vasto riuscirete a darcelo, ma non vedo altro, per ora, all’orizzonte. Andate avanti. Nel mio piccolo, tre voti, vi sosterrò”. Saranno quei tre voti, cara signora, a farci vincere. Nel senso che sommati agli altri decreteranno la fine degli ultimi nove anni, dieci nel 2011, e sanciranno una nuova prospettiva per la politica vastese. Non perché siamo più bravi, non perché abbiamo ricette magiche, ma perché abbiamo compreso, prima di altri, che occorre rompere la spirale della solita classe. A Vasto, come a Roma, i politici sono interessati a stare in classe, dove per cinque anni il capoclasse lo fa uno che si dichiara di Destra e per altri cinque uno che si dichiara di Sinistra. Scrivo si dichiara, perché la Sinistra e la Destra, quelle vere, sono state archiviate da tempo. Ci ha pensato la Storia a farle tacere per sempre. Lei pensa che Bersani sia di Sinistra? E Berlusconi di Destra? Lapenna di Sinistra e Tagliente di Destra? Solo Forte ha superato se stesso, presentandosi al Congresso dell’Idv con le testuali parole: “Noi di Sinistra…”. E non aveva affatto bevuto! Era molto sobrio e lucido, anche se il caldo avrà fatto la sua parte. La verità è che dobbiamo formare nuove classi, con nuovi alunni e nuovi capoclasse. Questi signori, da decenni e non da dieci anni, sfruttano rendite di posizione, una stanchezza cronica del cittadino, la disaffezione politica in clamoroso aumento. Si ripropongono sempre loro e non possono che essere eletti sempre loro. Alleanza per Vasto darà la possibilità ai vastesi di eleggere una nuova classe per scrivere insieme una nuova e grande storia CIVICA. Senza la finta Destra, senza la finta Sinistra.
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di NICOLA DEL PRETE
Lasciamo da parte per un momento la politica. Parliamo di quello che la gente vede, delle riflessioni che fa e, soprattutto, delle cause che innescano alcuni meccanismi preoccupanti. Ci avviciniamo alla fine di luglio. E’ il periodo in cui, in estate, Vasto comincia a brulicare di turisti. Quest’anno non è così. La morsa della crisi economica si fa sentire, ma non può giustificare l’evidente calo di presenze che, più di altri, registrano quotidianamente i pubblici esercizi, i ristoranti, le pizzerie, le attività commerciali. La sera, in piazza, ci sono i soliti volti, le facce dei vastesi che escono a prendere un gelato, a mangiare una pizza, a fare una passeggiata. I turisti sono una minoranza. Se ne vedono alla Marina, ma quei bagni di folla di qualche decennio addietro sono solo un lontano, piacevole ricordo. Il segno meno su arrivi e presenze, insomma, tocca anche la nostra città, considerata fino allo scorso anno, una delle poche realtà turistiche balneari abruzzesi che vantava un trand positivo. Da ex assessore al turismo, dal 2006 alla stagione 2008 compresa, lanciai più volte un segnale di allarme: investiamo poco per questo settore, ripetevo in continuazione. La mia non era una provocazione, nè vuole essere, oggi, una polemica da cui non verrebbe fuori alcun vincitore. Le colpe non sono solo di Lapenna. Le cause del declino partono dalla mancanza di un ruolo specifico, chiaro, che nessuna amministrazione ha inteso dare alla nostra città. Già, perchè investire sul turismo non significa mettere una posta economica di 200 mila euro in più sulle manifestazione estive; significa, invece, programmare l’azione amministrativa in funzione di nuovi e funzionali servizi al settore, di certezze nei confronti dei turisti; investire sul turismo significa soprattutto progettare e realizzare strutture che aprano nuovi scenari sia in termini occupazionali che in termini di qualità e concorrenza. Investire sul turismo significa programmazione urbanistica della costa per un turismo che poggi su servizi di qualità e, al tempo stesso, imponendo uno stop vero, serio, all’occupazione di altro territorio per insediamenti abitativi. In una parola è tempo di decidere che il ruolo funzionale e strutturale che Vasto deve svolgere negli anni futuri è di centro turistico interregionale, dove la qualità dell’ospitalità deve essere il primo obiettivo che gli attori economici del turismo e lo stesso ente comune dovranno porsi prioritariamente. Il centro cittadino non è curato a dovere, tante piccole cose non funzionano: dagli orari degli autobus, all’acqua che va via, alle fioriere senza fiori, al lezzo che si sprigiona dai tombini durante le passeggiate panoramiche, alla cattiva abitudine dei vandali di deturpare con le scritte i posti più caratteristici della città. Sono anche questi segni di una rilassatezza che non mi piace. Lapenna fa quello che può, si è trasformato da sindaco a ragioniere, ma per dare un ruolo a Vasto c’è bisogno di altro. Senza polemiche, lavorando e disegnando la Vasto che vogliamo.
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di Davide D’Alessandro
Convinto che sia importante parlare di me, anche male, non pensavo di meritare persino l’attenzione di Elio Bitritto, spero non per conto terzi. Un pezzo duro, quello di sabato scorso su “il Grillo”, con attacchi personali al di sotto della cintola, dove però trova, a suo danno, due corposi respingenti. Ha paura di morire, Elio Bitritto, insieme alla Destra e alla Sinistra, i due ubriachi del secolo scorso che si reggono a stento mentre il mondo va altrove. Ha paura di “Alleanza per Vasto”, Elio Bitritto, perché sa che dove comincia la nuova e grande storia CIVICA, lui finisce, insieme ai finti camerati e compagni di cordata. Parla di due scatole vuote, Bitritto. Di un Pd mai nato e di un Pdl corrotto, dalla testa ai piedi, inservibile ormai per la rivoluzione liberale tanto attesa, tanto promessa e mai arrivata. Ha paura della Madonna, Bitritto, perché rispetto al partito parentale e dei giovani a sovranità limitata, Alessandra ha il volto fresco della fierezza e dell’autonomia, il volto della rigenerazione politica. Bitritto, mentre ricorda mal(destra)mente che ho confidato in Peppino Forte (in realtà chiesi la convocazione, mai ottenuta ma ancora attuale, di un Consiglio Comunale Straordinario sulla Sicurezza), che ho sostenuto Luciano Lapenna, dimentica che ho fatto altrettanto con Luciano D’Alfonso alle primarie e con Giuseppe Tagliente alla Regione, ritenendo che fosse ancora un ottimo rappresentante della nostra città. Ho sostenuto gli uomini, apertamente, senza guardare le tessere e le appartenenze. E mai per conto terzi. Hanno vinto tutti. Evidentemente, porto fortuna. Li ho appena sfiorati e hanno vinto. Forse Bitritto ha paura che possa vincere anche Del Prete… Poi, gli uomini talvolta deludono, ma soltanto Lapenna ha deluso. Non ho mai scritto una lettera a Peppino Forte perché mi appoggiasse al ballottaggio, come fece Tagliente nel 2006. Forte la cestinò. Come cestino io l’articolo di Bitritto, facendo finta di non averlo mai letto. La paura che desta “Alleanza per Vasto” fa novanta. Destra e Sinistra, ancora una volta unite, vogliono impedirne l’affermazione. Ma ApV si è già affermata nel cuore dei vastesi, di chi vuole un cambiamento radicale, autentico, profondo della classe politica locale, di chi non crede più alle tante sigle di partito che si sono succedute, a Destra e a Sinistra, nell’ultimo ventennio per prendere in giro milioni di italiani. Come mutare sempre d’abito, il più nuovo possibile, tenendo la mutanda perennemente sporca. Ma la puzza, a Destra e a Sinistra, è divenuta insopportabile. Va cambiata immediatamente.
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la vignetta di Altan

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tratto da vastoweb.com

VASTO - L'Idv si smarca e annuncia che proporrà un proprio candidato al tavolo del centrosinistra, senza accettare imposizioni dal Pd. Una mossa che fa ricevere al partito di Antonio Di Pietro i corteggiamenti di Alleanza per Vasto e dei Verdi. Davide D'Alessandro, coordinatore di ApV, propone ai dipietristi di costituire un terzo polo, alternativo al centrosinistra ufficiale che amministra la città, ma anche al centrodestra: commentando il congresso cittadino dell'Italia dei valori, D'Alessandro evidenzia che i dipietristi "ritengono che il candidato Lapenna alle elezioni del 2011 sia perdente, non più spendibile per una aspra competizione contro la destra. Ritengono anche l’impossibilità, per Vasto, di riproporre quest’ultima al governo della città, dopo gli anni della litigiosità, per la verità mai terminata, al suo interno. Con queste premesse, noi di Alleanza per Vasto crediamo che si possa, anche con l’Idv, non avendo preclusioni verso alcuna tessera ed alcuna appartenenza, aprire un tavolo di confronto e di programmazione, per scrivere insieme una nuova e grande storia civica, l’unica in grado di impedire l’implosione del buono che resta nel centrosinistra e il ritorno di una certa destra".
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NEWS
Caro Direttore sabato sera abbiamo deciso con gli amici di passare qualche ora di svago a Vasto Marina dopo una settimana di lavoro.Nell'area ceduta in comodato d'uso dalle ferrovie anche se molto affollato dopo un po' ho trovato il parcheggio e abbiamo incominciato la passeggiata.Vasto Marina e' molto frequentata in questo periodo e ho notato subito la presenza di forze dell'ordine in mezzo alla gente sia di Polizia che di Carabinieri .Per tutte quelle persone presenti in questi giorni e di tante etnie e' un segnale positivo che rende piu' sicura la passeggiata e allontana le tante teste calde che purtroppo ultimamente causano danni e disagi.Ieri sera mi ha colpito un mendicante che chiedeva l'elemosina . Aveva un bambino in braccio e un tabellino con cui cercava qualche spicciolo per acquistare il latte.E' triste pensare che oggi la nostra societa' non sia in grado di dare un assistenza a chi ha bisogno.E' triste pensare che facilmente i bambini che crescono in un ambiente cosi' degradato entreranno nel mondo della criminalita'.In altre nazioni ...poche per la verita' questo non sarebbe possibile.Tempo fa ho letto che la Marina Militare per non far fermare i cantieri navali che hanno poco lavoro per via della crisi hanno ordinato delle navi nuove di zecca cosi' non ci saranno licenziamenti.Ma se da un lato lo Stato e' capace di dare lavoro e creare ricchezza e poi giusto che bambini siano usati da padri per poter facilmente far aprire le coscienze e i portafogli dei passanti?Io dico che se gli ambulanti danno con la loro arte o il loro lavoro un modo per conoscere e acquistare ad esempio un quadro fatto con bombolette spray non ritengo accettabile la presenza di mendicanti.Le amministrazioni devono aiutare queste persone e fare in modo che si reinseriscano nel mondo del lavoro e in ogni caso vedere mendicare con l'ausilio di bambini e da perseguire.Siamo arrivati ai negozi in legno comunali e tra libri usati e Icone religiose ho visto tante persone incuriosite dalle tante merci in vendita per tutte le tasche.La serata insomma e' filata via in un batter d'occhio ed e' continuata fino ad arrivare alla Sirenetta .Ho visto i rubinetti sigillati e le docce rese inutilizzabili una volta erano perennamente aperti con uno spreco di preziosa acqua,adesso sono chiusi completamente. A Vasto e' il caso di dire che per le docce e le fontanelle non abbiamo vie di mezzo? Molti poi lasciano sulle panchine bottigliette vuote e bicchieri sporchi anche se ci sono i contenitori per i rifiuti nelle vicinanze.Vorrei vedere se questi ragazzi a casa loro si comportano uguale perso proprio di no.Tanto qualcuno che pulisce c'e' quindi perche' preoccuparsi?La passeggiata e' stata allietata verso mezzanotte dai fuochi pirotecnici del Ferroluglio che ho sentito piu' che visto per andare a prendere la macchina prima degli altri.Il problema e' stato uscire dal parcheggio che e' quasi completamente al buio.Non ci sono lampioni ,c'e' pochissima luce ed e' solo grazie ai fari abbaglianti della mia auto che sono riuscito a districarmi tra le centinaia di auto parcheggiate e guadagnare l'uscita.Ci sono strade di campagna e strade isolatissime illuminate a giorno, ma poi in un luogo quale e' il parcheggio di Vasto Marina non c'e' luce e' buio pesto. Va bene le docce chiuse per risparmiare l'acqua ,ma riparmiare pure sulla luce dove e' indispensabile mi sembra un po' eccessivo.Ma nessun amministratore comunale va a parcheggiare a Vasto Marina nel parcheggio in comodato?E se la risposta e' si perche' non si e' attivato per far illuminare l'area in modo soddisfacente?
Cordiali Saluti da Davide Delle Donne P.S. C'e' stata un interruzione di corrente di tutta Vasto Marina ed e' durata una decina di minuti...forse troppa aria condizionata accesa.
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COMUNICATO
Ai rappresentanti dell’IdV di Vasto, che sabato scorso hanno celebrato il congresso cittadino, ho ricordato, nel mio breve intervento, che la loro analisi di questi quattro anni di Amministrazione Lapenna è nota a tutti e, forse, è anche la più obiettiva, perché ne sono ancora parte, perché non hanno mai lavorato per sfasciare. Però, sono delusi, amareggiati. Ritengono che la stessa avrebbe potuto fare molto di più in tutti i settori. Ritengono che il candidato Lapenna alle elezioni del 2011 sia perdente, non più spendibile per una aspra competizione contro la Destra. Ritengono anche l’impossibilità, per Vasto, di riproporre quest’ultima al governo della città, dopo gli anni della litigiosità, per la verità mai terminata, al suo interno. Con queste premesse, noi di “Alleanza per Vasto” crediamo che si possa, anche con l’Idv, non avendo preclusioni verso alcuna tessera ed alcuna appartenenza, aprire un tavolo di confronto e di programmazione, per scrivere insieme una nuova e grande storia CIVICA, l’unica in grado di impedire l’implosione del buono che resta nel centrosinistra e il ritorno di una certa Destra, l’unica in grado di mettere da parte due scatole vuote, Pd e Pdl, e rilanciare Vasto con un progetto amministrativo che guardi allo sviluppo senza trascurare la tenuta di un territorio più volte sottoposto a saccheggio. La nostra è una proposta di cammino comune. Nessuno ospita o annette nessuno. Importante è trovarsi, evitare la sciagura, vincere e salvare Vasto fuori dalle logiche di potere che fino a oggi le hanno impedito di crescere. Un’altra politica è possibile, la politica è possibile. Vasto può essere il laboratorio di un’intesa fuori dagli schemi, civica, innovativa, riformatrice, di un processo rigenerativo dell’intero costume politico. Dal Congresso dell’IdV sono emerse aperture importanti. Noi restiamo in ascolto.
Davide D'Alessandro
Coordinatore "Alleanza per Vasto"
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di FRANCESCOPAOLO D'ADAMO
Chiamandomi Francescopaolo, durante gli studi liceali, non avrei potuto non lasciarmi attrarre dal quinto canto della Divina Commedia. Quello dedicato a Paolo e Francesca. Mai però avrei potuto pensare che la frase di Dante: “galeotto fu il libro e chi lo scrisse”, potesse tornarmi alla mente per motivi diversi da quelli che sono la letteratura o la poesia. Al massimo un “pettegolezzo” (da tempo si dice gossip) poteva riportami alla mente la scena, i personaggi e questa celebre frase, ma da tempo il pettegolezzo è così farcito di particolari che di rado rimane spazio per la fantasia, figuriamoci per la poesia. In questi giorni invece, l’Amministrazione Comunale ha “sottratto” 20 mila euro al fondo di riserva, quello che servirebbe per le urgenze e gli imprevisti, quello che come brava “massaia” si tiene da parte perché “non si sa mai”, per dare alle stampe un’opera commissionata a due bravi studiosi locali: Gianni Oliva e Costantino Felice. Ora io non voglio entrare nel merito. Non so se questa opera è degna di pubblicazione o meno, sicuramente si. Nemmeno voglio conoscerne il contenuto, né quale apporto alla storia di Vasto, già scritta da Marchesani o Anelli ecc. questa opera esprima. Vorrei conoscere solo la motivazione che ha portato a sottrarre 20 mila euro al fondo di riserva. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse per smascherare i due amanti relegati “romanticamente” nell’inferno della “Comedia” dantesca. Galeotto potrebbe essere il libro “Vasto, Storia di una città” per smascherare il modo di governare e di spendere denaro pubblico da parte di questa Amministrazione Comunale. Qualcuno ha già scritto che “codesta” Amministrazione ha avuto il coraggio di recuperare un’opera per la quale nel 1992 erano state spese 60 milioni di lire. Bene! Ottima cosa (ammesso però che qualche aggiunta dovrebbe essere anche apportata, in merito ai 18 anni trascorsi) tuttavia perché questa fretta? Perché ora e non prima? E qui scatta la molla, si accende la luce a colui che potrebbe dirmi: “allora sei geloso, siccome non lo hai fatto tu!” Ebbene si! candidamente rispondo che potrebbe essere anche questo. Però non cedo spazio a illazioni, giudizi o affrettate conclusioni. La domanda resta: “perché accedere al fondo di riserva, dov’è l’urgenza?”
“Gianne lo sciancato”, nascosto dietro la tenda, sa ma non agisce, ha paura e aspetta … ma questa citazione è troppo colta meglio citare Renato Zero … Galeotto fu il “Canotto” e ce ne andiamo al mare a “guardà” le chiappe chiare, in attesa di poter dire: "Amor, che a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte...".
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di Davide D’Alessandro
Non solo alcuni partiti, ma migliaia di vastesi si lamentano da anni per la condotta dell’Amministrazione Lapenna. Tutti sanno che non è riproponibile, eppure soltanto “Alleanza per Vasto” lavora da tempo per scrivere una nuova e grande storia CIVICA. Quanti mugugni, quanti malumori, quante critiche dentro e fuori la maggioranza! Tuttavia, resiste un vizio antico: la certezza di poter sostituire Lapenna senza modificare il quadro. A noi, invece, interessa modificare il quadro. Non siamo arrivati per cambiare Lapenna con un altro, così come Pietrocola fu sostituito da Lapenna. Vasto ha bisogno di un processo rigenerativo della politica locale senza precedenti. Il processo rigenerativo non lo si costruisce dopo il voto, ma prima, cioè adesso. Prima delle liste, prima della corsa. Adesso occorre avere uno sguardo nuovo proiettato sul futuro. Adesso occorre puntare la propria passione, il desiderio di assistere da vicino al rilancio della propria città. E in tanti lo stanno facendo, ma non basta. Ci sono sacche che resistono al mutamento, alla novità, al pericolo che la propria rendita di posizione possa svanire. Nessuno può esimersi dal sognare un’altra Vasto, dal fare qualcosa per vedere un’altra Vasto. Dopo le critiche, arriva il tempo della decisione, dell’assunzione di responsabilità. Andare da Destra a Sinistra non ha prodotto frutto. Andare da Sinistra a Destra non produrrà frutto. Perché le due scatole sono vuote; le due storie, Pd e Pdl, mai nate. Due clamorose bufale. Tocca a ogni cittadino vastese sposare con fiducia il progetto di “Alleanza per Vasto”. Per abbandonare le delusioni e aspirare al rilancio. Rilanciamo Vasto. Rilanciamola, non ricostruiamola. Chi vuole ricostruirla, in parte ha contribuito a distruggerla.
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NOTA
100 milioni di vecchie lire! Tanto costa il libro “Vasto: Storia di una Città”. Dai 60 milioni del ’92 ai 40 dell’Amministrazione Lapenna, prelevati inspiegabilmente dal Fondo di Riserva. Dopo la denuncia di “Alleanza per Vasto”, lo sconcerto di tanti cittadini.
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Se togliamo le difese indifendibili di Nicolangelo D’Adamo e Fabio Giangiacomo, nessuno dentro la maggioranza se la sente di spendere una sola parola per l’ennesimo atto di sperpero di denaro pubblico. Il comunicato di “Alleanza per Vasto”, firmato da Davide D’Alessandro e Francescopaolo D’Adamo, è di una chiarezza assoluta, però riteniamo sia d’obbligo formulare alcune domande sperando che trovino una qualche risposta:
1) Per i 60 milioni percepiti nel 1992, i Proff. Costantino Felice e Gianni Oliva quando hanno scritto il lavoro?
2) Perché i sindaci Tagliente e Pietrocola, che succedettero a Prospero, pur così attenti alla Cultura, non chiesero conto ai due autori del lavoro e non pretesero la pubblicazione del libro?
3) La Storia che a breve vedrà la luce sarà firmata soltanto dal Prof. Costantino Felice? Se sì, perché?
4) Il Prof. Gianni Oliva, dopo aver percepito 30 milioni (la metà di 60), ha prodotto qualcosa?
5) La Storia che a breve vedrà la luce si ferma al 1992 o giunge fino ai giorni nostri?
6) Perché si è deciso di prelevare i 20 mila euri dal Fondo di Riserva?
7) Perché si è deciso di affidare la cura del volume all’Editore Donzelli e non a un Editore vastese?
È ovvio che all’uscita del volume saremo irreprensibili nel verificarne ogni singola parte, pur essendo certi, data la professionalità degli autori, che non saranno riciclati lavori già utilizzati per altre pubblicazioni.
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di DAVIDE D'ALESSANDRO

Il mio caro amico Giovanni Spinelli (pseudonimo creato da me qualche anno fa) mi ha ricordato un libro di Carmelo Bene dal titolo: “Sono apparso alla Madonna”, non potendo, per motivi di delirio d’onnipotenza, accadere il contrario. Del resto, quando a Bene fu rivolta una domanda su Dio, rispose sorpreso: “Non puoi chiedere a Dio di Dio”. Ma il titolo di Spinelli faceva riferimento al volto nuovo della politica vastese: Alessandra Madonna, 23 anni, a ottobre una laurea in “Scienze e tecniche psicologiche e sociali della comunicazione e del marketing”. Capito, che roba? Questa ragazza è appena diventata coordinatrice di Api a Vasto e fa già tanto parlare di sé. I cittadini vastesi sono entusiasti perché annusano il nuovo, la freschezza, l’energia che emana. Odora di bucato, direbbe Montanelli. Chi imperversa da decenni dentro la macchina infernale del potere, ne ha paura, vaneggia di veline e quant’altro pur di denigrare, di screditare. Ma Alessandra, fiera di sé, procede e conquista consensi. È apparsa ma ha anche parlato e detto: “Mi impegnerò in maniera concreta per riavvicinare alla politica i ragazzi come me A loro posso essere molto più vicina rispetto a tante altre persone che la fanno da tempo. Spesso ai giovani si danno false illusioni. Ci metteremo a lavorare per loro da domani stesso”. E ha cominciato a lavorare perché l’appuntamento del 2011 è di importanza capitale per la nostra Vasto. C’è in gioco il futuro e un nuovo modo di amministrare. C’è in gioco il rilancio di una città e di una comunità sfiduciata. Che crede sempre meno, che non crede più. Essere credibili è l’impegno di “Alleanza per Vasto”. L’ho detto ad Alessandra. Mi ha risposto: “Lo siamo. Lo saremo”. Io credo, caro Spinelli. Credi anche tu. Credete anche voi, lettrici e lettori. Nulla, dal 2011, sarà più come prima.
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